Categoria: Citazioni

«Se i fenomeni disgregativi si accelerano, noi andiamo a fluire in una crisi istituzionale. E torniamo al nostro passato. […] Io avevo vent’anni quando nasceva il fascismo e, osservando la sua violenza, pensavo: “Ma questi liberali che avevano l’Italia in mano, la libertà in mano, perché si sono fatti battere, si fanno battere dal fascismo?”. Ebbene: dopo cinquant’anni di vita politica, mi trovo a pensare le stesse cose dall’altra parte della barricata. Perché tra quelli che avevano la libertà in mano ci sono anch’io. E mi trovo a domandarmi, soprattutto rispetto ai giovani, se non sono nella situazione di coloro che hanno perduto la battaglia contro il fascismo. Me lo domando ogni giorno. Il processo involutivo che sta subendo il paese è troppo grave, troppo. […] Il paese è malato, malato, malato!» (Ugo La Malfa, 1974)

«I repubblicani non hanno mai rinunciato a qualificarsi di sinistra, anche in virtù delle profonde radici popolari sempre serbate (chi ha dimenticato Togliatti, quando definiva il PRI un “piccolo partito di massa”?). Il nostro stesso secolare rapporto col PSI lo dimostra: rapporto dialettico che ha conosciuto momenti di divaricazione, di polemica anche aspra, come avviene fra forze storicamente consanguinee, qualche volta di scontro, ma che ha registrato punti d’incontro fondamentali in occasione delle grandi svolte da cui è stata segnata la vita nazionale da cent’anni a questa parte.
[…] Ma la sinistra repubblicana fu sostanzialmente, e non solo durante la stagione della sapiente mediazione giolittiana, sinistra politica rispetto al regime istituzionale, fu tensione morale per la repubblica. Anche contro le indulgenze e le compromissioni di un evoluzionismo fine a se stesso, di una “riforma sociale” senza la riforma morale (tema peculiare nella scuola repubblicana di sempre). Non fu mai sinistra sociale o tantomeno classista.
[…] Nessuna ipoteca classista, dunque [...]. Ma neppure una vocazione moderata o conservatrice. Basta considerare la natura dei consensi confluiti sulle liste dell’Edera il 26 giugno [‘83], a smentire ogni favola di “polo moderato” o di analoghi stereotipi a proposito del partito repubblicano. L’elettorato del PRI non è quello di Malagodi agli inizi degli anni sessanta» (Giovanni Spadolini al XXXV Congresso nazionale del PRI – Milano, aprile 1984)

«Date il suffragio a un popolo che non vi è preparato, governato da cieche passioni reazionarie, ed esso lo metterà in vendita o ne farà un cattivo uso; verrà introdotta instabilità in ogni parte dello Stato; diventeranno impossibili quelle grandi concordanze di opinioni, quei progetti per il futuro che rendono la vita di una Nazione forte e progressiva…» (Giuseppe Mazzini)

«Questo termine “successo” mi piace poco. Un illuminista come me, un crociano, non può porsi la questione in questi termini. Il successo non esiste. Esiste il proprio compito, esiste, con termine mazziniano un po’ più superbo, la propria missione. Io mi sono dedicato alla cultura, ho cercato di fare alcune cose, molte anche con notevole sacrificio personale. Mi sono impegnato a fondo nel giornalismo per il quale ho speso metà della mia vita. Quindi sono arrivato alla politica e anche lì ho profuso molto tempo, molte forze. Per me non esiste chi ha successo. C’è solo chi ha compiuto meglio o peggio il proprio dovere, chi ha portato a termine in un modo o nell’altro il compito – uso il linguaggio antiretorico di Giacomo Devoto – che gli è stato assegnato» (Giovanni Spadolini)

«Dio esiste. Noi non dobbiamo né vogliamo provarvelo; tentarlo ci sembrerebbe bestemmia, come negarlo follia. Dio esiste perché noi esistiamo. Dio vive nella nostra coscienza, nella coscienza dell'umanità, nell'universo che ci circonda. L'umanità ha potuto trasformarne, non mai sopprimerne il santo nome» (Giuseppe Mazzini)

«Questi nostri pensieri, questi nostri desideri, queste nostre aspettazioni, noi le uniremo con gli interessi dei vari popoli amici e prima di tutto cogli interessi delle popolazioni locali» (Carlo Sforza al Senato il 17 Dicembre 1948)

«Ah non dimenticate, o Siciliani, avete insegnato all'Italia la potenza del volere, insegnatele la santità dell'amore, insegnatole la religione dell'unità che sola può ridare gloria per la terza volta in Europa…» (Giuseppe Mazzini)

«La società attuale è non solamente una cosa senza senso, ma un’infamia. Bisogna far di tutto perché muti» (Giuseppe Mazzini)

«Senza Educazione Nazionale comune a tutti i cittadini, eguaglianza di doveri e di diritti è una formula vuota di senso: la conoscenza dei doveri, la possibilità dell'esercizio dei diritti, sono lasciate al caso della fortuna o all'arbitrio di chi sceglie l'educatore…» (G. Mazzini)

«Il Partito Repubblicano italiano, che è sempre stato e continua ad essere un partito di volontari della politica, di uomini animati da passione politica e da concreta capacità di realizzazione, non può rinunciare a queste sue caratteristiche e non può rinunciare alla propria iniziativa politica. Né può accettare la pretesa di chi vorrebbe assumere nei confronti degli altri partiti laici una sorta di delega ed esclusività di iniziativa politica, mentre gli altri dovrebbero essere ridotti a meri fiancheggiatori, avendone come corrispettivo la partecipazione a qualche lottizzazione e a qualche spazio di clientele elettorali» (Bruno Visentini)