Categoria: Citazioni

«Io rappresento una forza di minoranza, di estrema minoranza, quindi non posso candidarmi a guidare per un periodo indeterminato la politica nazionale. Chi mi richiama a questo dimentica quale sia il mio orgoglio intellettuale di questa forza di minoranza, che non si identifica di per sé con il potere. Ma proprio perché ho avuto questo compito – l’ho avuto prima dal Presidente della Repubblica e poi consacrato dal Parlamento e dai partiti – cerco di esercitarlo in modo tale che quando il governo finirà, anziché aver arrecato un contributo ulteriore alla disgregazione nazionale, abbia arrecato un contributo ad una nuova fase di rigenerazione nazionale. Questo è il mio obiettivo» (Giovanni Spadolini)

«L’elemento religioso è universale, immortale: universalizza e collega. Ogni grande rivoluzione ne serba impronta, e lo rivela nella propria origine o nel fine che si propone. Per esso si fonda l’associazione. Iniziatori d’un nuovo mondo, noi dobbiamo fondare l’unità morale, il cattolicismo Umanitario. E moviamo confortati dalla santa promessa di Gesú: cerchiamo il nuovo Evangelio del quale ei ci lasciò, poco prima di morire, la speranza immortale, e del quale l’Evangelio cristiano è il germe, come l’uomo è germe dell’Umanità. Sulla via fecondata da cinquanta generazioni di martiri, noi salutiamo con Lessing quell’immenso avvenire, la cui leva avrà a punto d’appoggio la Patria, per fine l’Umanità, quando i popoli stringeranno un Patto comune e definiranno fratelli la missione di ciascuno nel futuro, l’ufficio che spetta a ciascuno nell’associazione generale governata da una legge per tutti, da un Dio per tutti» (Giuseppe Mazzini)

«Chi desideri in breve persuadersi che la libertà non può vivere diversamente da come è vissuta e vivrà sempre nella storia, di vita pericolosa e combattente, pensi per un istante a un mondo di libertà senza contrasti, senza minacce e senza oppressioni di nessuna sorta; e subito se ne ritrarrà inorridito come dall'immagine, peggio che della morte, della noia infinita» (Benedetto Croce)

«Bisogna fare, promuovere, ispirare, progredire visto che quelli che non sanno altro che negare e reprimere... negare e reprimere è la formula di Governi che cadono...» (Giuseppe Mazzini)

«Voi, generalmente parlando, non potete, quando anche lo voleste, separare la vostra vita da quella dell' Umanità. Vivete d'essa, in essa, per essa» (Giuseppe Mazzini)

«Se i fenomeni disgregativi si accelerano, noi andiamo a fluire in una crisi istituzionale. E torniamo al nostro passato. […] Io avevo vent’anni quando nasceva il fascismo e, osservando la sua violenza, pensavo: “Ma questi liberali che avevano l’Italia in mano, la libertà in mano, perché si sono fatti battere, si fanno battere dal fascismo?”. Ebbene: dopo cinquant’anni di vita politica, mi trovo a pensare le stesse cose dall’altra parte della barricata. Perché tra quelli che avevano la libertà in mano ci sono anch’io. E mi trovo a domandarmi, soprattutto rispetto ai giovani, se non sono nella situazione di coloro che hanno perduto la battaglia contro il fascismo. Me lo domando ogni giorno. Il processo involutivo che sta subendo il paese è troppo grave, troppo. […] Il paese è malato, malato, malato!» (Ugo La Malfa, 1974)

«I repubblicani non hanno mai rinunciato a qualificarsi di sinistra, anche in virtù delle profonde radici popolari sempre serbate (chi ha dimenticato Togliatti, quando definiva il PRI un “piccolo partito di massa”?). Il nostro stesso secolare rapporto col PSI lo dimostra: rapporto dialettico che ha conosciuto momenti di divaricazione, di polemica anche aspra, come avviene fra forze storicamente consanguinee, qualche volta di scontro, ma che ha registrato punti d’incontro fondamentali in occasione delle grandi svolte da cui è stata segnata la vita nazionale da cent’anni a questa parte.
[…] Ma la sinistra repubblicana fu sostanzialmente, e non solo durante la stagione della sapiente mediazione giolittiana, sinistra politica rispetto al regime istituzionale, fu tensione morale per la repubblica. Anche contro le indulgenze e le compromissioni di un evoluzionismo fine a se stesso, di una “riforma sociale” senza la riforma morale (tema peculiare nella scuola repubblicana di sempre). Non fu mai sinistra sociale o tantomeno classista.
[…] Nessuna ipoteca classista, dunque [...]. Ma neppure una vocazione moderata o conservatrice. Basta considerare la natura dei consensi confluiti sulle liste dell’Edera il 26 giugno [‘83], a smentire ogni favola di “polo moderato” o di analoghi stereotipi a proposito del partito repubblicano. L’elettorato del PRI non è quello di Malagodi agli inizi degli anni sessanta» (Giovanni Spadolini al XXXV Congresso nazionale del PRI – Milano, aprile 1984)

«Date il suffragio a un popolo che non vi è preparato, governato da cieche passioni reazionarie, ed esso lo metterà in vendita o ne farà un cattivo uso; verrà introdotta instabilità in ogni parte dello Stato; diventeranno impossibili quelle grandi concordanze di opinioni, quei progetti per il futuro che rendono la vita di una Nazione forte e progressiva…» (Giuseppe Mazzini)

«Questo termine “successo” mi piace poco. Un illuminista come me, un crociano, non può porsi la questione in questi termini. Il successo non esiste. Esiste il proprio compito, esiste, con termine mazziniano un po’ più superbo, la propria missione. Io mi sono dedicato alla cultura, ho cercato di fare alcune cose, molte anche con notevole sacrificio personale. Mi sono impegnato a fondo nel giornalismo per il quale ho speso metà della mia vita. Quindi sono arrivato alla politica e anche lì ho profuso molto tempo, molte forze. Per me non esiste chi ha successo. C’è solo chi ha compiuto meglio o peggio il proprio dovere, chi ha portato a termine in un modo o nell’altro il compito – uso il linguaggio antiretorico di Giacomo Devoto – che gli è stato assegnato» (Giovanni Spadolini)

«Dio esiste. Noi non dobbiamo né vogliamo provarvelo; tentarlo ci sembrerebbe bestemmia, come negarlo follia. Dio esiste perché noi esistiamo. Dio vive nella nostra coscienza, nella coscienza dell'umanità, nell'universo che ci circonda. L'umanità ha potuto trasformarne, non mai sopprimerne il santo nome» (Giuseppe Mazzini)

«Questi nostri pensieri, questi nostri desideri, queste nostre aspettazioni, noi le uniremo con gli interessi dei vari popoli amici e prima di tutto cogli interessi delle popolazioni locali» (Carlo Sforza al Senato il 17 Dicembre 1948)

«Ah non dimenticate, o Siciliani, avete insegnato all'Italia la potenza del volere, insegnatele la santità dell'amore, insegnatole la religione dell'unità che sola può ridare gloria per la terza volta in Europa…» (Giuseppe Mazzini)

«La società attuale è non solamente una cosa senza senso, ma un’infamia. Bisogna far di tutto perché muti» (Giuseppe Mazzini)

«Senza Educazione Nazionale comune a tutti i cittadini, eguaglianza di doveri e di diritti è una formula vuota di senso: la conoscenza dei doveri, la possibilità dell'esercizio dei diritti, sono lasciate al caso della fortuna o all'arbitrio di chi sceglie l'educatore…» (G. Mazzini)

«Il Partito Repubblicano italiano, che è sempre stato e continua ad essere un partito di volontari della politica, di uomini animati da passione politica e da concreta capacità di realizzazione, non può rinunciare a queste sue caratteristiche e non può rinunciare alla propria iniziativa politica. Né può accettare la pretesa di chi vorrebbe assumere nei confronti degli altri partiti laici una sorta di delega ed esclusività di iniziativa politica, mentre gli altri dovrebbero essere ridotti a meri fiancheggiatori, avendone come corrispettivo la partecipazione a qualche lottizzazione e a qualche spazio di clientele elettorali» (Bruno Visentini)

«Si parla da tempo di fine delle ideologie e di fine delle ispirazioni ideologiche dei partiti. Questo è certamente positivo se noi pensiamo ai danni e ai crimini che certe ideologie e miti hanno determinato in questo nuovo secolo. Ed è anche positivo se per ideologie si intendono – come sono state spesso intese - impostazioni del tutto astratte, fuori della storia e della realtà in cui operiamo. Ma la fine delle ideologie non può portare all'estremo opposto di pragmatismi o di empirismi privi di ispirazioni ideali e tali da giustificare ogni compromesso e ogni rinuncia. I partiti devono pur sempre muovere da ispirazioni ideali e nella loro azione devono essere coerenti con le idealità che li ispirano. Il Partito Repubblicano Italiano non è mai stato un partito ideologico, ma esso è sempre stato un partito di ideali: nella volontà di tradurre i propri ideali, maturati nella storia del paese, in azioni concrete con l'impegno morale e con la capacità tecnica che l'azione politica richiede» (Bruno Visentini)

«Quella terra infelice stillava dunque perennemente di sangue, non perché le anime fossero naturalmente crudeli. Erano crudeli le idee. Quante lacrime, anche ai giorni nostri, e quanto sangue non fanno versare le idee semibarbare di certi uomini, i quali per sé non saprebbero essere crudeli! Giovani scrittori, combattere l'inumanità nelle idee che la ispirano» (Cattaneo)

«L’Italia ha bisogno di alte coscienze morali per risollevarsi dal fango e dal dolore. Non permettiamo che s’intristisca con nomi e istituti, corrotti e corruttori, che rappresentano la diffamazione del nome italiano. Risollevandola libera nei suoi ordinamenti politici, giusta nei suoi ordinamenti sociali, pura e onorevole nei suoi uomini e nelle sue bandiere, fino al giorno in cui – nelle vaste gigantesche linee dell’orizzonte di Roma, dove, dopo l’imperatore, dopo i papi, dopo Mazzini, non è concesso essere moralmente e politicamente mediocri - proclameremo la Repubblica democratica Italiana» (Randolfo Pacciardi)

«Le parole sono singolarmente la forza più potente a disposizione dell’umanità. Possiamo scegliere di usare questa forza in modo costruttivo con parole di incoraggiamento o in modo distruttivo usando parole di disperazione. Le parole hanno energia e potenza nella loro capacità di aiutare, guarire, ostacolare, ferire, danneggiare, umiliare e renderci umili»
(Yehuda Berg)

«Sapremo condurre una vasta opera di integrazione democratica dopo anni e anni di disintegrazione? Sapremo collocare in un quadro coerente e globale i bisogni che la società esprime, specialmente da parte dei suoi ceti più deboli, o continueremo in una politica frammentaria, occasionale, contraddittoria che finisce con l'aggravare i problemi esistenti, invece che risolverli?» (Ugo La Malfa)

«Segni evidenti della presenza del pensiero e della azione di Mazzini si possono trovare nel corso di tutta la lotta antifascista, nella resistenza, nella conseguente e connessa battaglia contro la monarchia, nella Costituzione repubblicana, quando si pensi all'esperienza mazziniana del 1849 a Roma, in tutta l'ampia area della scuola, dove il pensiero educativo di Mazzini viene oggi diffuso e potrà certamente influire sul costume delle nuove generazioni. C'è un contenuto di libertà umana che ogni rivoluzione di tipo mazziniano deve portare con sé» (Ugo La Malfa)