Dal PNRR tante responsabilità anche a Regioni e Comuni

Il Governo Draghi ha impegnato le Camere nel vicolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) in attuazione del Dispositivo previsto dal Next generation EU, come ormai abbiamo acquisito, è lo strumento che dovrebbe sostenere la Spagna e l’Italia in particolare per la lotta al malessere economico creatosi con la pandemia di Covid19.
Il Parlamento, infatti, è al lavoro nella conversione del decreto-legge n.77 attuativo del PNRR.
Arrivato in Commissione il 31 maggio scorso ha davvero tanti spunti interessanti, come ci siamo già soffermati in precedenti interventi.
In particolare, poniamo la nostra attenzione sull’articolo 9 rubricato “Attuazione degli interventi”.
È attribuita alle singole Amministrazioni centrali o degli enti territoriali competenti per materia, la realizzazione (in via diretta o mediante alcuni altri soggetti) degli interventi previsti dal PNRR. Vengono posti, quindi, alcuni obblighi, di tracciabilità e documentazione. È previsto che la “realizzazione operativa” degli interventi del PNRR spetti alle Amministrazioni centrali dello Stato, alle Regioni e agli enti locali, sulla base delle loro specifiche competenze istituzionali o della titolarità degli interventi, quale definita nel Piano. L’Amministrazione titolare può operare attraverso le proprie strutture o avvalendosi di soggetti attuatori esterni (individuati nel Piano) o secondo le modalità previste dalla normativa nazionale e comunitaria vigente. Per il riguardo tecnico-operativo, le Amministrazioni possono avvalersi – a fini di efficacia e tempestività della realizzazione degli interventi del Piano – di società a prevalente partecipazione pubblica (rispettivamente, statale, regionale e locale) e di enti vigilati. Le Amministrazioni sono tenute ad assicurare la completa tracciabilità delle operazioni e la tenuta di una apposita codificazione contabile per l’utilizzo delle risorse del Piano (conservare tutti gli atti e la relativa documentazione giustificativa su supporti informatici adeguati, utili per le attività di controllo e di audit). Gli atti, i contratti ed i provvedimenti di spesa adottati dalle Amministrazioni per l’attuazione degli interventi del Piano sono sottoposti ai controlli ordinari di legalità ed ai controlli amministrativi e contabili, previsti dalla legislazione nazionale applicabile.
Tutti i livelli di governo del Paese saranno a brevissimo impegnati non solo a “progettare” e mettere poi sul tavolo della Cabina di regia in mano alla Presidenza del consiglio la “realizzabilità”, attuabilità almeno preventiva, per ricorrere già a quell’anticipo che se sarà confermato sarà del 13% sulla spettanza all’Italia, disponibilità importanti che per il Dispositivo per la ripresa e la resilienza equivalgono a 25 miliardi. Siamo in regime sussidiario di co-responsabilità: governo centrale, regioni e comuni ora devono diventare protagonisti.