Mauro Macchi, dai Mille alla Massoneria

Il 2 luglio 1818, Milano, nasce Mauro Macchi. Laureato in Lettere ed in Giurisprudenza all’Università di Pavia, repubblicano, nel 1839 è arrestato per cospirazione contro il governo austriaco della Lombardia. Rilasciato per mancanza di prove si rifugia a Torino, dove collabora alla redazione del “Messaggero Torinese”. Tornato a Milano dopo le Cinque giornate, al rientro degli austriaci si rifugia in Piemonte, da dove viene espulso per propaganda repubblicana sul suo giornale “Il Proletario”. Stabilitosi nel Canton Ticino, collabora con Carlo Cattaneo alla redazione dell'”Archivio Triennale delle cose d’Italia”. Espulso nel 1853 dal governo elvetico a causa delle pressioni austriache, vive nascosto a Genova. Tornato a Milano dopo la Seconda Guerra d’indipendenza, viene chiamato dal governo dittatoriale dell’Emilia ad assumere l’incarico di segretario del Ministero della guerra a Modena. Sostenitore della Spedizione dei Mille, deputato per sette legislature nelle file della estrema sinistra, poi senatore, viene iniziato in Massoneria nella Loggia “Dante Alighieri” di Torino. Segretario della Costituente massonica a Firenze, membro del Grande Oriente d’Italia, poi Gran Cancelliere e Guardasigilli, partecipa alle costituenti massoniche di Genova, Napoli, Firenze ed a Roma, dove rappresenta la Loggia “Stella Jonia” di Smirne. Membro onorario della Loggia “Sabazia” di Savona nel 1869, tra i fondatori della Loggia “Universo” di Roma nel 1873 e della “Società di Liberi Pensatori” di Cremona col sostegno di Garibaldi, muore a Roma il 24 dicembre 1880. Per disposizione testamentaria dona un lascito al comune di Cremona, destinato all’istruzione con la clausola di impedire «ogni ingerenza clericale».