Santa Maria Capua Vetere, i sintomi del passato

Indubbiamente  molte sono “persone per bene” tra le guardie penitenziarie casertane, ne conosco soltanto io diverse originarie del mio paese, tra le quali anche un amico che, pace all’anima sua, ci ha rimesso anche la vita durante la fase più acuta della pandemia covid, e guarda caso era proprio la preoccupazione principale ed il motivo scatenante la protesta pacifica dei carcerati di Santa Maria Capua Vetere del 6 Aprile del 2020… giorno nel quale però di “guardia penitenziaria per bene” pare non ce ne fosse nemmeno una, o comunque vive un clima lavorativo che non gli permette di essere tale tra i facinorosi. 

Quanto abbiamo potuto vedere, grazie a dei filmati di cui si era tentato il sabotaggio mediante una manomissione di telecamere troppo maldestra per riuscire, è quanto di più orrido si possa immaginare avvenga in carcere… ed invece è magari soltanto la punta dell’iceberg, e cosa avviene veramente in particolari momenti nemmeno ci è dato saperlo; un carcerato entra nelle patrie galere per scontare la sua pena per atti che possono essere di varia natura e comunque illeciti, ma non per questo perde i diritti come uomo ed individuo, questo è quello che recita all’unisono con le maggiori carte dei diritti internazionali la nostra costituzione… ma pare che tale cognizione del diritto non appartenga a chi, probabilmente alla ricerca del consenso tra i reazionari, come qualche nostro compagnone, da ministro in “malafede” l’anno scorso tuonava “operazione legalità resasi necessaria”.

Hanno ragione Magi, Sofri e diversi altri a scagliarsi contro questo sistema e persone, al paese che vuole risalire la china necessitano tanto in prima battuta regole certe nel bene e nel male, e chi non concepisce così una riforma della giustizia proponibile oggi, è anch’egli soltanto un opportunista, alla ricerca di facili consensi, in un paese che ha quando troppa fiducia cieca e quando pare non credere più a nulla.