Nella governance del PNRR, un Tavolo per gli enti territoriali, le parti sociali e la società civile

Il Governo Draghi ha avviato l’attuazione del PNRR il Piano nazionale di ripresa e resilienza generato dal Dispositivo del Next Generation EU, sdoganato dal Regolamento UE n. 241/2021, che, anche e soprattutto per l’Italia mette a disposizione una quantità di danaro incredibile, come ho evidenziato in precedenti interventi su queste pagine.
In attesa di essere convertito dalle Camere dopo il “classico” giro nelle Commissioni parlamentari competenti, il decreto-legge n. 77 del 31 maggio scorso ha come finalità la definizione del quadro normativo nazionale per semplificare e agevolare la realizzazione dei traguardi e degli obiettivi stabiliti non solo dal PNRR (trasmesso il 30 aprile dal Governo alla Commissione europea), ma anche dal Piano nazionale degli investimenti complementari e dal Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2030.
In breve il Piano nazionale per gli investimenti complementari (si veda l’art. 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59), è stato costituito al fine di integrare, con risorse nazionali, gli interventi del PNRR. Il Piano è stato dotato di complessivi 30,6 miliardi di euro per gli anni dal 2021 al 2026. Il PNIEC, recepisce le novità contenute nel decreto-legge “Clima” (D.L. 111/2019) nonché quelle sugli investimenti per il Green New Deal previste nella Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019). Nel PNIEC, inviato alla Commissione europea in attuazione del Regolamento (UE) 2018/1999, vengono stabiliti gli obiettivi nazionali al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonché gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell’energia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile, delineando per ciascuno di essi le misure che saranno attuate per assicurarne il raggiungimento.
L’Italia ha davanti a sé un cammino tortuoso, ed è compito non solo dei responsabili di governo (con la Cabina di regia in seno alla Presidenza del Consiglio, con la centralità del Presidente a determinare tempi e modalità di attuazione con poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale) e degli organi di supporto come la Segreteria tecnica presso la Presidenza del Consiglio (che avrà durata temporanea ma superiore a quella del Governo che la istituisce comunque non oltre il 31 dicembre 2026), ma anche di un’altra struttura di governance.
Quest’ultima è rappresentata dal Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, voluto in conformità all’indicazione delle istituzioni europee di assicurare un ampio coinvolgimento degli stakeholders e delle amministrazioni locali nell’attuazione del PNRR. Il Tavolo permanente è composto da rappresentanti delle parti sociali, del Governo, degli enti territoriali e dei rispettivi organismi associativi, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell’università e della ricerca scientifica e della società civile, scelti secondo un criterio di maggiore rappresentatività. Pur avendo funzioni consultive nelle materie e per le questioni connesse all’attuazione del PNRR, il Tavolo potrà “segnalare collaborativamente” alla Cabina di regia e al Servizio centrale per il PNRR (ufficio centrale di livello dirigenziale generale, in seno al Dipartimento Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze) con compiti di coordinamento operativo, monitoraggio, rendicontazione e controllo del PNRR , ogni profilo ritenuto rilevante per la realizzazione del PNRR, anche al fine di favorire il superamento di circostanze ostative e agevolare l’efficace e celere attuazione degli interventi.