Calenda, ricordati di Ernesto Nathan

L’ Unione Romana per Calenda sindaco di Roma. «L’ Unione Romana del Pri crede fortemente nella necessità che a Roma torni la stagione del buon governo», così Claudio Chioccarello, segretario organizzativo.
«Non è un caso se nonostante siano passati 108 anni, ancora oggi Ernesto Nathan è considerato il miglior sindaco che Roma abbia mai avuto . L’Unione Romana del PRI auspica che la candidatura a sindaco di Calenda sia propedeutica per avviare una vera e propria rivoluzione culturale nella gestione del bene pubblico a Roma. Sarà compito dell’ Unione Romana proporre alle donne e agli uomini di Roma dei candidati repubblicani nei municipi, al consiglio comunale di Roma Capitale che sappiano farsi carico con le loro qualità , competenze, e serietà una squadra di governo che sia realmente all’ altezza di affrontare le emergenze di Roma».

«È necessario che la candidatura di Carlo Calenda si muova e rinnovi la grande sfida che Ernesto Nathan lanciò nel corso del suo mandato di sindaco .
Ernesto Nathan era mazziniano, repubblicano, e massone e fu sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Nel 1909 fu approvato all’unanimità il primo piano regolatore della città, che definì le aree da urbanizzare fuori le mura, tenendo conto del fatto che il 55% delle aree edificabili era in mano a soli otto grandi proprietari.
Il nuovo piano regolatore cittadino era improntato alla varietà delle tipologie edilizie (fabbricati, villini, aree di verde pubblico, ecc.). I fabbricati non potevano superare i 24 metri d’altezza; i villini, costituiti da un pianterreno con giardinetto, non potevano superare i due piani.
Ma è la rendita fondiaria che Nathan colpisce: impone tasse sulle aree fabbricabili e procede agli espropri, applicando quanto il governo Giolitti aveva già stabilito a livello statale. Nathan aveva anche ottenuto, grazie a quella che va sotto il nome di seconda legge Giolitti in materia (legge n° 502, dell’11 luglio 1907), che la città di Roma potesse elevare la tassa sulle aree fabbricabili dall’1% al 3%. Il varo di questo piano regolatore sancì l’inizio di un violento attacco alla Giunta Nathan da parte dei grandi proprietari terrieri legati alle finanze vaticane. Si avviò anche una politica di opere pubbliche. Come si legge nel sito del comune di Roma “Il cinquantenario dell’Unità d’Italia, nel 1911, fu l’occasione per Roma di avviare un programma urbanistico rinnovatore. Ernesto Nathan, sindaco in quegli anni, sfrutta tutti i finanziamenti possibili per realizzare edifici e opere che diventano i simboli di Roma capitale del regno. Sono inaugurati in quell’anno il Vittoriano, il Palazzo di Giustizia – che i romani battezzano subito il “palazzaccio” –, la passeggiata archeologica (un grande comprensorio di verde pubblico, oltre 40.000 metri quadrati tra l’Aventino e il Celio) e lo stadio Nazionale, l’attuale Flaminio, il primo impianto moderno per manifestazioni sportive».

«Sempre nel 1909, dopo aver difeso questo obiettivo per molti anni dall’opposizione degli speculatori, promosse, tramite un referendum comunale in concomitanza della ricorrenza di Porta Pia il 20 settembre, la municipalizzazione del settore dei servizi fra cui il servizio tranviario e dell’energia elettrica, grazie anche all’azione dell’assessore ai servizi tecnologici Giovanni Montemartini, facendo nascere l’Azienda Autonoma Tranvie Municipali e l’Azienda elettrica municipale (AEM). A quest’ultima fu affidata la gestione della Centrale Montemartini di via Ostiense dopo la sua inaugurazione nel 1912 e che rappresentò il primo impianto pubblico cittadino di produzione elettrica.
Prima di Ernesto Nathan, l’Acqua Marcia, l’antico acquedotto romano, era un fondo del Vaticano che, vista l’abbondanza e l’ottima qualità dell’acqua, era stato spinto sotto papa Pio IX a ristrutturare e a inaugurare nuovamente il 11 settembre 1870. La Santa Sede proprio in quegli anni stava cercando di avere anche il controllo dell’Acqua Vergine.
Anche in questo settore il referendum del 1909 portò alla successiva rilevazione degli acquedotti da parte del comune.
Durante l’amministrazione Nathan furono inoltre aperti circa 150 asili comunali per l’infanzia, che fornivano anche la refezione, piccole biblioteche, laboratori scientifici, cinematografi ed erano dotate di ambulatori di medicina preventiva. Un numero più che rispettabile. Nei quartieri popolari, come ad esempio Testaccio e S. Lorenzo, sono costituite le sezioni estive, per sostenere i più deboli nell’apprendimento. L’istruzione che vi veniva garantita era laica».

«Grazie alla presenza all’interno della giunta comunale del dottor Achille Ballori, primario dell’ospedale Santo Spirito, nella città vennero istituite pubbliche guardie ostetriche, presidi per l’assistenza sanitaria e la profilassi delle malattie infettive.
Cambiano i tempi, cambiano le esigenze delle città e delle loro comunità.
Ma resta sempre l’ esigenza di trasparenza, correttezza nella gestione e saper programmare il futuro per le nuove generazioni.
C’ è un robusto e indistruttibile filo rosso che unisce profondamente la storia di Roma Capitale con quella del Partito Repubblicano Italiano .
Con le prossime amministrative i repubblicani romani con lo slogan “Calenda, ricordati di Ernesto Nathan“ continueranno il loro impegno politico affinché “Roma torni ad essere Capitale non solo dell’Italia ma anche degli Stati Uniti d’Europa“».