Antonio Mordini, da Mazzini alla Massoneria

Il 1° giugno 1819, Barga (LU), nasce Antonio Mordini. Laureato in giurisprudenza all’Università di Pisa, nel 1838 è tra i fondatori della Società filonomica per esercitarsi nella pratica forense. Trasferitosi a Firenze nel 1843, già frequentatore dei circoli democratici e repubblicani, è tra i promotori di una società segreta, nata per «concorrere con ogni mezzo possibile all’acquisto dell’indipendenza e alla fondazione di una repubblica unitaria» e abile a usare la stampa clandestina come mezzo di propaganda. Membro della guardia civica con il grado di capitano dal 1847, segretario, della Società nazionale per la fabbricazione delle armi, l’anno successivo è tra i primi ad arruolarsi volontario per la guerra contro l’Austria. Tenente nella legione padovana, capitano dei Cacciatori del Reno, prende parte ai combattimenti a Treviso ed a Venezia. Tra i fondatori del Circolo italiano a Venezia, viene espulso per le critiche al governo di Daniele Manin, accusato di aver smarrito lo slancio rivoluzionario dei mesi precedenti e di non aver combattuto la corruzione amministrativa. Presidente del Circolo popolare a Firenze, direttore del giornale “La Costituente”, titolare del dicastero degli Esteri e ad l’interim di quello della Guerra durante il governo democratico, con il restauro del governo granducale prende la via dell’esilio. In contatto con Mazzini, dopo il fallimento dei moti di Lunigiana, senza abiurare la fede repubblicana, passa su posizioni di sostegno alla monarchia Sabauda per la guerra contro l’Austria. Volontariato nei Cacciatori delle Alpi durante la Seconda Guerra d’indipendenza, deputato all’Assemblea toscana poi del parlamento sardo piemontese, nel 1860 raggiunge Garibaldi in Sicilia e si unisce alla Spedizione dei Mille. Nominato tenente colonnello e presidente del consiglio di guerra a Palermo, auditore generale militare e in quanto tale membro dello stato maggiore, prodittatore di Sicilia, auditore generale dell’esercito meridionale, deputato del parlamento italiano, teorico del Terzo partito, in cui aggregare elementi della Sinistra e della Destra moderata, nel 1862 subisce l’arresto a Napoli perché ingiustamente ritenuto complice della spedizione garibaldina fermata in Aspromonte. Iniziato in Massoneria nella Loggia “Dante Alighieri” di Torino nel 1862, membro del Grande Oriente d’Italia dall’Assemblea costituente massonica di Firenze, 33º del Rito scozzese antico ed accettato, membro del Gran Concistoro per la Valle del Po, Ministro dei Lavori pubblici nel 1869, due anni dopo, come presidente della Camera presiede la prima seduta del Parlamento in Roma capitale. Prefetto di Napoli nel 1872, senatore, muore a Montecatini Terme il 14 luglio 1902.