Colorni, maestro dell’anima

L’amore… come la cosa più seria ed importante della vita; come ciò che ci avvicina a un altro essere, dimenticandoci di noi stessi e desiderando che esso viva nella sua essenza profondamente diversa da noi. «(…) Non tengo affatto ad essere citato o ricordato pubblicamente. Mi è solo caro il pensiero di continuare a mescolarmi per qualche tempo alle conversazioni dei miei amici; a quelle conversazioni che hanno forse costituito la più pura gioia della mia vita» (Eugenio Colorni, Testamento redatto il 2 maggio 1943, in AA.VV. “Eugenio Colorni e la cultura italiana fra le due guerre”, Lacaita, 2011).

Eugenio, filosofo, socialista, antifascista, confinato a Ventotene (dal 1939) co-autore del Progetto di Manifesto per un’Europa libera e unita (1941) e autore della premessa dell’edizione completa a stampa (gennaio 1944), fondatore del Movimento Federalista Europeo (1943), combattente per la Liberazione. Il 28 maggio 1944, in via Livorno a Roma, è fermato da una pattuglia di fascisti della banda Koch; tenta la fuga, gli sparano, è ferito. Muore oggi di 77 anni fa, il 30 maggio, nell’ospedale di S. Giovanni sotto la falsa identità di Franco Tanzi. Eugenio, “maestro dell’anima”, per sempre.