Ecco cosa non ci convince della proposta di Letta

Allora, mettiamola così: io non sono tecnicamente contro un contributo allo Stato da parte di chi ha un patrimonio molto cospicuo, però:
1) lo scopo dell’aumento della tassa di successione mi pare un po’ come tutte quelle cose fatte “a pioggia” fino ad ora e che non hanno prodotto grandi effetti; il quale, nel caso specifico, mi pare sia regalare una somma di circa 10.000 euro ad una porzione di diciottenni italiani; soldi che io onestamente andrei invece a conferire presso quegli investimenti che possono piuttosto procurare loro un lavoro o un titolo di studio, poiché immancabilmente i 10.000 euro nel giro di X tempo, nelle mani di un diciottenne, semplicemente finirebbero, e senza aver prodotto grandi mutamenti della loro posizione iniziale (nella pratica siamo sempre nel quadro dell’assistenza anziché in quello dell’autodeterminazione e della “autosussistenza”, o autosufficienza);
2) inoltre sa come al solito di abbuono da stato poco virtuoso, è come “dire tieniti questi 10.000 perchè di meglio per te proprio non sappiamo fare”; ed invece ad uno Stato corre l’obbligo di costruire delle possibilità per i giovani, probabili futuri padri di famiglia;
3) nel paragone con gli altri stati membri europei, siamo fuori linea non tanto sui patrimoni da 1 mln di euro, quanto su quelli da 4 o 5, laddove veramente abbiamo una tassazione inferiore; ed infatti nella pratica i patrimoni di 1 mln sono generalmente ascrivibili ad una fetta di “stato produttivo” italiano che è già vessato da costi e tassazioni abbastanza incisivi (per essere più chiari, anche un costruttore medio nel settore dell’edilizia o un piccolo industriale può avere 1 mln di euro di patrimonio, pur non conducendo uno stile di vita da nababbo, e ricevendo al contempo tutto quanto deriva dall’avere molti dipendenti ed una società); mentre ricevono lo stesso trattamento una altra fetta di popolazione borghese, quella di 4 – 5 mln di patrimonio, che è generalmente attiva in settori più propriamente speculativi, o che comunque pure svolgendo attività produttiva effettivamente se lo potrebbe permettere di pagare una tassa di successione del 20%.
Inoltre a me pare (leggendo quanto evidenziato dall’osservatorio della Cattolica) che oltre che il tasso (ma sulla fascia più elevata) il problema italiano sia più la franchigia, la quale, all’estero europeo, anche nel caso dei patrimoni di 1 mln è ben più bassa, il che porta automaticamente ad una più sostenibile progressività dell’imposta;
4) inoltre io la vedo più come Landini sul fatto specifico, ovvero è necessario riformulare e riformare per intero il sistema fiscale italiano, come pare ci sia accordo tra le sigle sindacali ed il governo in carica, e non di affrontare questa cosa a piccoli pezzi alla volta che poco impattano (e forse anche malamente) sull’economia paese.
Per finire, come ironizzato da qualche meme che va in giro sui social media, si ha proprio l’impressione che Letta vada cercando qualcosa per mettersi in mostra, evadendo l’azione partitica col governo per trovarsi un bel posto da frontman attraverso quel ricongiungimento sentimentale col paese che egli stesso lamenta da parte del proprio partito (nella fattispecie il PD);
ed invece il paese, al contrario, probabilmente dovrebbe trovare piuttosto il modo di abbattere il costo del lavoro senza per questo intaccare troppo il sistema pensionistico, quello di diminuire la tassazione sulle attività produttive, e quello, che potremmo auspicabilmente avere se venisse fatta per bene l’attuazione del p.n.r.r., di finanziare la propria crescita per raggiungere almeno quella media europea