Il 9 maggio è la Festa dell’Europa

L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.
La fusione della produzioni di carbone e di acciaio assicurerà subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione europea, e cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime.
Il 9 maggio di 71 anni fa Robert Schuman ministro degli Esteri francese proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Le precedenti due frasi sono tratte dal suo discorso.
Pace, solidarietà, ambizioni fondanti il percorso dell’umanità. Senza però la realizzazione delle Istituzioni, queste restano belle ma vuote parole. Sono le istituzioni realizzate dall’uomo a fare la storia e a rendere i valori pieni e materiali.
Il bene comune Europa oggi, messo così alla prova dalla pandemia di Covid19, ha un prezioso valore, accresciutosi con la risposta sempre più congiunta contro i “mali” che affliggono la società, la crisi economica e sociale.
L’Unione europea, nata dalla macerie della Seconda guerra mondiale e articolatasi in lunghi ma spesso brevi passi verso l’integrazione politica in questa giornata vuole essere ancora più presente perché ha i mezzi e – forse – anche la coscienza per fare quel salto in avanti che per ben due volte ricorre già nelle parole di Schuman nel suo discorso, la federazione europea.
Padre di quell’idea, fattasi azione, è stato Altiero Spinelli.
È a lui che possiamo riportare il pensiero in una duplice allocazione ideologica. Da una parte quel suo Manifesto, un progetto per un’Europa unita e libera, di Ventotene, maturata nel pieno della persecuzione fascista e del confino, esattamente 80 anni fa, dall’altra la sua battaglia nelle Istituzioni, come commissario e parlamentare che si chiude con il suo Trattato costituzionale sull’Unione europea approvato a maggioranza schiacciante al Parlamento europeo nel 1984. Come un’idea può trasformarsi in un fatto concreto e democratico.
Una lezione, questo pacchetto di storia, che sarà da monito in quella che oggi si apre a Strasburgo, proprio per commemorare il 9 maggio festa dell’Europa, dove partirà al Conferenza sul futuro dell’Europa, che terminerà nella primavera del 2022 sotto presidenza del Consiglio francese. Nata da una proposta del presidente Macron fortemente voluta dallo stesso Parlamento europeo, e sposata come strumento di democrazia partecipativa “dal basso” dalla presidente della Commissione UE von der Leyen, sarà (anzi lo è già con la piattaforma telematica attiva dal 19 aprile scorso) la vera occasione storica da non mancare.
Per non continuare solo a commemorare un’idea ma festeggiare una “realizzazione concreta”, Stati Uniti d’Europa.