Io apro?

Fra improbabili sciamani, ridicole imitazioni del già ridicolissimo originale di Capitol Hill, e le infiltrazioni delle frange violente e neofasciste di Casa Pound, la vita del neonato movimento è davvero tormentata.
Non c’è manifestazione, momento pubblico in cui si palesi che non diventi teatro di scontri e tafferugli più adatti alla teppaglia da stadio che ad un movimento con ambizioni di rappresentanza sociale.
Basta questo a liquidare il fenomeno, non lo credo e commette un grave errore chi lo fa. Lo spontaneismo che caratterizza questo soggetto è dovuto alla rabbia ed alla frustrazione autentica di cittadini che intraprendono, lavorano e creano lavoro, a cui viene impedito di esercitare la propria attività, sostanzialmente da un anno, ed i ristori sono largamente insufficienti.
Stiamo parlando di persone certo poco avvezze alla piazza e non dotate delle macchine organizzative collettive delle organizzazioni dei lavoratori, quindi facilmente permeabili alle intrusioni di facinorosi, il cui unico scopo è creare ed alimentare il caos. Rimane la rilevanza sociale del fenomeno a cui solo in secondo momento si sono accodate, giustamente, le rappresentanze datoriali del commercio, Confcommercio e la Confesercenti.
Hanno ragione, non c’è niente altro da dire! Basta con il truce argomentare di morti e di ricoverati, con la colpevolizzazione collettiva di chiunque si azzardi a chiedere un barlume di normalità, additare come irresponsabile chiunque provi a dire che bisogna iniziare a programmare le riaperture.
I virologi da salotto hanno stancato, gli si offra un posto da tronisti dalla De Filippi, appagheranno il loro ego, manterranno i loro cachet e, forse, smetteranno di tormentarci ogni sera con millenaristiche profezie dell’apocalisse.
Carlo Calenda ha calcolato che per sostenere il sistema della chiusure, senza conseguenze sociali, occorrerebbero cinquanta miliardi al mese, una cifra di cui la nostra economia non dispone. Infatti il risultato è che nel settore del commercio e della ristorazione, il più colpito dalla crisi, le casse integrazioni non vengono pagate, i ristori agli imprenditori non sono erogati e dopo aver chiesto alle imprese di investire nella sanificazione si è loro impedito di lavorare.
Negli Stati Uniti è anche un corso un dibattito serrato sulla reale efficacia dei lockdown. Il sistema federale ha infatti prodotto una difformità nelle politiche di contenimento e nelle loro applicazione. Così alcuni stati hanno osservato un rigido sistema di chiusure alla “europea” mentre altri molto meno, alla diversità di applicazione dei lockdown non ha corrisposto una disomogeneità di infezioni e patologie gravi. Il professor Fauci ha osservato che ciò sarebbe dovuto al fatto che gli americani sono indisciplinati e non rispettavano i lockdown più duri dove erano in vigore, paese che vai virologo che trovi. Restiamo nel vecchio continente, a Madrid le politiche di contenimento si basano su un monitoraggio stretto delle infezioni, a proposito ma non avevamo un sistema di monitoraggio con tanto di App anche noi?, i focolai vengono individuati ed i quartieri dove si verifica il contagio isolati. Nella capitale iberica, come in gran parte del paese, negozi, bar, attività commerciali ma anche cinema, teatri, eventi culturali sono in attività. Vi sono restrizioni al numero di accessi, viene richiesto distanziamento e mascherine ma si vive, meglio si convive con il virus, almeno fino alle ventitré, quando scatta il coprifuoco. Così gli artisti ed il personale che lavora nell’intrattenimento e nella cultura non sono umiliati come in Italia, costretti a chiedere un reddito di sostegno perché, in assenza di un qualsiasi riscontro scientifico attendibile, li si considera untori. Ora stando ai Chiarchiaro nostrani in Spagna ci dovremmo trovare di fronte ad uno scenario da quattordicesimo secolo durante la peste nera. I contagi, invece, sono in linea con l’Italia ed inferiori a quelli che, purtroppo, si registrano in Francia, modello di lockdown duro preso ad esempio da scienziati e sinistrati che hanno fatto della “responsabilità”, ovvero della colpevolizzazione del prossimo, il loro credo fideistico.
Il governo dovrebbe implementare l’acquisto di vaccini, anche fuori dai protocolli europei che si sono rivelati fallimentari e riaprire subito, certo con restrizioni, limitazioni e protocolli di sicurezza, le attività commerciali. Io apro non deve cessare di essere uno slogan pronunciato con un moto di rabbia, e tornare ad essere la normalità di chi non chiede altro che di potere svolgere il proprio lavoro.