«L’Europa dei popoli sarà una»

Il 15 aprile 1834, a Berna dove era esule, Mazzini – insieme ad altri 16 profughi politici italiani, tedeschi e polacchi – fondava la Giovane Europa. Nasceva così un sodalizio che, in piena forza degli stati nazionali e con un’ Italia divisa in staterelli e stretta tra il giogo straniero e il potere temporale della Chiesa, rappresentava il disegno universale di un’Europa Unita in federazione. Con questo atto di lungimiranza politica, Mazzini indicava la strada più di 100 anni prima del Manifesto di Ventotene. Ecco perchè i Repubblicani hanno come elemento fondamentale l’europeismo e, per converso, non possono in nessun caso condividere le scelte nazionaliste oggi rappresentate dalle politiche sovraniste. Sconfitte dal voto europeo del 2019, ma tornate ad alimentarsi per i limiti di questa Europa che sono apparsi con evidenza anche in questa pandemia. Questo ci dice come, a 187 dalla nascita del primo progetto europeo di cooperazione, ci sia ancora bisogno di una spinta europeista, e dunque, ci sia ancora bisogno dei Repubblicani.