L’Europa e l’Atlantismo alla prova Vaccini

Giustamente Fauci l’altra sera faceva comprendere che l’Europa ha i mezzi finanziari e tecnici per procurarsi vaccini da sé, alla domanda della Annunziata se ci avrebbero procurato dosi anche a noi tergiversava, ed ha chiaramente e direi giustamente sostenuto che quando avranno dosi eccedenti le daranno ai paesi più poveri piuttosto che a noi; questa cosa mette in crisi il concetto odierno di Europa è vero, ma arreca forza al rilancio di un progetto di unione politica comunitaria vera e propria, all’idea federalista europea, che evidenti i limiti di questo tipo di comunità odierna, si rende molto più necessaria di prima; tra l’altro essendoci affacciati a mezzi economici e finanziari comuni più stringenti, sia dal lato attivo (dei contributi ed abbuoni) che da quello passivo (di una certa condivisione del debito) non rimane che calcare la mano su questa strada e assolutamente insieme alla conversione più sostenibile, e non rifacendo lo stesso errore di riformare delle direttive e non affrontare la riforma più importante, che è quella politica e governativa. Non si rinnegano gli importantissimi passi fatti nel passato, la costituzione della stessa Comunità Europea, ma da europeisti, se lo si è realmente, bisogna comprendere che abbiamo un cammino comune da incentivare sebbene le varie difficoltà sui fronti nazionali e nazionalisti, e demarcare pur senza creare gravi fratture, con diplomazia, realmente i valori di cui ci facciamo portatori, non serve a niente effettivamente soltanto rammentarli; la stessa stabilizzazione politica europea, ridarebbe smalto anche nuovamente alla questione atlantica, che oggi capirete bene, a distanza dalla seconda guerra mondiale e con nuovi scenari e tipologie di “guerre fredde”, viene sminuita per effetto di questa inconsistenza.