In ricordo di Giovanni Battista Capurro

Il 12 Aprile 1841, a Genova, nasce Giovanni Battista Capurro. Repubblicano, appena sedicenne viene condannato a sette anni di carcere per aver preso parte al moto insurrezionale mazziniano di Genova. Liberato nel 1859 per amnistia si reca segretamente a Lugano per vendicare la morte di Pisacane e dei membri della sua spedizione giustiziando uno dei delatori responsabili dell’eccidio di Sapri e della repressione genovese del 1857. Individuato il colpevole, dopo avergli comunicato il motivo della sua presenza, lo uccide a colpi di pistola, fuggendo poi su un’imbarcazione. Si racconta che avendo perduto il cappello in acqua nella foga, i passanti abbiano lanciato nel lago il proprio copricapo per rendere più difficile l’individuazione e cattura. Impiegato come legatore di libri, l’anno successivo è tra i volontari che partecipano alla Spedizione dei Mille venendo inquadrato con il grado di sergente nella compagnia dei Carabinieri Genovesi comandati da Mosto. Durante la battaglia per la liberazione d Palermo, pur avendo la testa bendata per una ferita riportata nel combattimento nei pressi dei Benedettini, mette in evidenza le doti di ottimo tiratore bersagliando con la carabina dall’alto di un campanile gli artiglieri del bastione di Porta Montalto. Promosso durante la campagna prima sottotenente, poi tenente e infine capitano dell’esercito meridionale, transita nell’esercito regolare italiano con il grado di capitano del 69º reggimento di fanteria “Ancona”. Combattente della Terza Guerra d’indipendenza, decorato per aver cooperato al salvamento del brich Mabracch arenato negli ultimi giorni del 1873 sulla spiaggia dell’isola di Pianosa, lascia il servizio nel grado di Maggiore Generale. Muore a Genova il 3 febbraio 1901.