Internazionalismo Vaccinazione!

Non si tratta di un recupero del vecchio slogan comunista in tempi della pandemia, la sinistra europea, in tutte le sue articolazioni, dorme e non c’è rischio che si liberi dalla morsa di Morfeo e formuli una qualche proposta.
Il tema della solidarietà internazionale, di una politica globale che ponga la centro pace e vaccini per i paesi poveri, lo ha posto il pontefice in occasione della benedizione Urbi et Orbi nella ricorrenza di Pasqua. Il papa ha posto l’attenzione sulla necessità che si colmino i ritardi nella campagna vaccinale e che non si trascurino i paesi più poveri.
Domenica 11 aprile ha sottolineato che la condivisione dei beni non è comunismo, è cristianesimo. Se lo dice il capo della Chiesa Cattolica c’è da crederci, del resto in fondo il comunismo, nella costruzione teorica marxiana non nella sua dimensione storico-politica, è un cristianesimo che si spoglia di ogni elemento trascendente e spirituale, al regno dei cieli si preferisce un futuro terrestre, indefinito e remoto, in cui gli esseri umani saranno liberi ed uguali, emancipati dal dominio delle forze produttive. È probabile però che il papa non volesse mettere in discussione la proprietà privata in assoluto ma piuttosto ribadire il ragionamento politico di Pasqua.
Quasi assente dai nostri mezzi di informazione, infatti, a livello globale si sta svolgendo un dibattito, a tratti aspro, fra i paesi del sud del mondo, con in testa il Sudafrica, e quelli del nord in merito alla possibilità di liberalizzare le licenze dei sieri vaccinali, consentendone la libera produzione.
La domanda è stata proposta in sede del W.T.O., e non pare affatto irragionevole, in definitiva se le case farmaceutiche hanno potuto realizzare i vaccini anticovid in tempi così rapidi, lo si deve agli oltre cento miliardi di finanziamenti pubblici investiti nella ricerca. Si tratterebbe naturalmente di un provvedimento transitorio, il cui obiettivo sarebbe consentire una capillare vaccinazione su scala globale, superata l’emergenza si tornerebbe a pagare regolarmente le royalty ai titolari dei brevetti.
I board delle big pharma hanno risposto negativamente, o non hanno risposto affatto delegando l’ingrato compito ai governi.
La nuova amministrazione Biden ha aderito al programma Covax, il programma internazionale per un equo accesso ai vaccini, dando piena disponibilità a sostenere le campagne di vaccinazione nei paesi poveri, appena sarà completata la campagna interna.
Un altro paladino della proprietà intellettuale è sicuramente l’Unione Europea, che ha ribadito la disponibilità a collaborare con il programma Covax, ma in sede di W.T.O. si è erta a indefesso difensore dei “diritti” delle case farmaceutiche. Il che ci ha consentito di scoprire come il masochismo possa essere un fenomeno che affligge anche le istituzioni e non solo gli individui. La Commissione Europea ha sottoscritto contratti capestro, li ha secretati impedendo persino ai rappresentati dei propri cittadini di prenderne visione, subisce continui sberleffi sui tempi di consegna, oggi apprendiamo che vi saranno ulteriori ritardi di AstraZeneca e anche di Johnson & Johnson, che neanche ha iniziato le consegne, già prevede riduzioni rispetto alle dosi concordate. Ma nonostante tutto questo se qualcuno chiede di poter accedere ai vaccini senza pagare i diritti di brevetto i paesi europei scandiscono un forte, chiaro e netto NO.
Al di là delle considerazioni morali su questo atteggiamento, che pure sarebbero legittime, questo approccio dogmatico-liberista rischia di essere perdente sul piano geopolitico. I russi hanno un siero ma non hanno capacità produttiva, è loro interesse stipulare accordi che ne favoriscano la produzione, e la Cina ha ben quattro sieri e la campagna interna procede a ritmi serrati.
Siamo di fronte alla questione fondamentale di rendere etico, sostenibile ed umano il capitalismo globale. Almeno di fronte alla pandemia occorre dare un segnale forte, sospendere solo per alcuni mesi i brevetti è un atto che non violerebbe la proprietà intellettuale e consentirebbe di aumentare la produzione di vaccini.
Peccato che l’unico che se occupi seriamente in Europa sia il capo della Chiesa.