La malattia dell’economia

Arrivano oggi i nuovi dati sulla disoccupazione, il nuovo sistema di calcolo considera non occupati anche i beneficiari della Cig che da più di tre mesi consecutivi non rientrano al lavoro.
La situazione è grave, abbiamo perso più 945mila posti di lavoro, la maggior parte sono under 50. Non conosce discriminazione di genere la disoccupazione, per la prima volta dall’inizio della crisi il dato riguarda in modo pressoché uniforme uomini e donne. Conosce però la differenza fra garantiti e non. Quasi i due terzi dei posti persi riguardano precari, autonomi o contratti a tempo determinato.
Si raccolgono i frutti più amari della scelta di affrontare la crisi occupazionale essenzialmente con il blocco dei licenziamenti. Non che negli altri paesi europei vada meglio, l’aggiornamento odierno rivela un dato sostanzialmente omogeneo nell’Unione Europea, in Italia la scure si abbatte più forte sulle categorie più deboli, giovani, precari, autonomi con minore protezione sociale.
Per un caso beffardo mentre venivano pubblicati i dati sulla crisi occupazionale si svolgevano, nelle più grandi città italiane, Roma, Napoli, Milano ecc., delle manifestazioni di imprenditori del settore della ristorazione, esasperati delle chiusure che si protraggono da mesi e che sembra continueranno almeno per tutto il mese di aprile.
Troppo facile liquidare questi eventi con la strumentalizzazione politica di alcune frange di estrema destra, o come frange minoritarie e violente, perché alcuni facinorosi si infiltrano fra i manifestati, facendo degenerare la protesta pacifica in teppismo.
Il Paese è stremato, chi non lo è economicamente lo è psicologicamente. Si continua a tenere l’intera cittadinanza agli arresti domiciliari senza intravedere all’orizzonte la normalità. Per contro nel Regno Unito si programmano le riaperture di tutte le attività commerciali, compresi i leggendari pub.
La pandemia ci ha messo di fronte al fallimento della politica, quella giallorossa che si è mostrata imbelle di fronte all’incalzare della seconda ondata, è sufficiente ricordare che i bandi per acquistare nuove macchine per la terapia intensiva sono stati pubblicati lo scorso ottobre, quella europea che ha miseramente fallito il compito dell’approviggionamento dei vaccini, quella della destra di governo incarnata dalla Lega, che sa solo starnazzare di riaperture salvo poi chiosare che, naturalmente, si riaprirà quando lo consentiranno i dati, naturalmente… L’opposizione di destra è invece il megafono del senso comune, o almeno aspira ad esserlo, il che avrebbe una sua utilità, non fosse che dalla politica, anche da quella di opposizione, ci si attende possibili soluzioni, non denuncia dei problemi, per questo ci sono le manifestazioni dei cittadini.
Il governo sta preparando un nuovo scostamento di bilancio, si stima di circa 30 miliardi, del resto sia Franco che il Presidente Draghi, presentando il decreto sostegno, avevano valutato insufficiente il provvedimento, le cui poste sono state gestite in ragione di quanto era stato predisposto dal precedente esecutivo. Si attende, in concomitanza della presentazione del DEF, un nuovo quadro di interventi di sostegno. È il momento di dare, non di chiedere ai cittadini, così il presidente Draghi ha asserito. Non resta che auspicare che il governo affronti con decisone la vicenda economica, la credibilità e l’autorevolezza di molti dei ministri di questo esecutivo consentono di compiere scelte coraggiose, abbiamo l’occasione di introdurre elementi di riforma strutturale del nostro sistema economico, dal mercato del lavoro alla leva fiscale, sarebbe davvero un’occasione sprecata se infine tutto si riducesse ad avere un amministratore più efficiente di sussidi e sostegni, comunque sarebbe un miglioramento certo, ma la crisi epocale offre un’opportunità, o sapremo coglierla o ci attende il declino.