Speranza ci lascia senza speranza. Ma c’è chi reagirà

Per il Ministro Speranza Salvini “soffia sul fuoco dell’inquietudine”. È in corso un derby tra Rigoristi e Aperturisti, ma si ha il sospetto che dietro il rigorismo ci sia l’ideologia. Il presidente Draghi sta tenendo una posizione di grande realismo ma è sbagliato seguire una scienza che non c’è, divisa su tutto, che opina. Ed è sbagliatissimo ancora non fissare una data per il ritorno alla normalità. Per una considerazione molto pratica: la stanchezza c’è e gli italiani, questione di giorni, la libertà se la prendono comunque. E ciao decreti e colori. 

Non si allude solo ai giovani, alle piazze e ai lungomare di tutta Italia. Lunedì, tanto per dirne una, 1400 esercenti torneranno alla normalità. Apriranno sia a pranzo che a cena. È la versione maiuscola di #ioapro di dicembre. Allora c’erano pochi volenterosi e ribelli. Adesso la rabbia è cresciuta. «Speranza che, di fatto, ha portato a fine vita il tessuto produttivo del nostro Paese, costituito dalle piccole imprese – spiega Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, il Movimento Imprese Ospitalità – Il prossimo martedì 6 aprile, a Roma, in piazza di Spagna, Mio Italia, Movimento Io Apro, La Rete delle Partite Iva, Apit Italia e Pin faranno massa critica e scenderanno in piazza, con l’obiettivo di coinvolgere anche gli imprenditori indecisi. Poi, il giorno successivo, mercoledì 7 aprile, qualunque siano le decisioni del governo centrale, ristoranti, bar, pub e pizzerie apriranno le porte dei loro locali. Lo ribadiamo tutti insieme: è una questione di sopravvivenza».

Dal 7 apriranno anche le palestre. Ne abbiamo parlato con il presidente dell’unione romana del PRI Michele Polini

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