Speranza uomo solo. Sarà aprile il mese delle riaperture

Ormai Mario Draghi sembra intenzionato a smarcarsi dal Ministro Speranza. Da dopo Pasqua bisogna pensare subito alle riaperture. Dopo 13 mesi il Paese ha il diritto alla normalità. I giudici di oggi, anzi, sono proprio quelli che andranno giudicati per il loro operato in questo lungo anno di follia. Ma ci sarà il tempo. Intanto un sondaggio vuole con Salvini l’80% e passa dei contatti social. Anche Alberto Zangrillo isola i rigoristi. «Bisogna riaprire dopo Pasqua. Il medico deve ascoltare, consigliare, lavorare e non terrorizzare». Ottimismo anche da Matteo Bassetti, aperture graduali ad Aprile per arrivare a giugno alla normalità. Bassetti ha rimproverato un’evidenza sotto gli occhi di tutti: la strumentalizzazione politica della cosa, ormai in atto soprattutto da parte dei talebani. Per le riaperture anche il virologo Giulio Tarro: «La crescita dei contagi è una corbelleria. Il virus ormai è endemico – chiosa Tarro – Abbiamo al 90, 95% asintomatici positivi. E gli asintomatici positivi non sono contagiosi. Da sempre. Chi non ha i sintomi, chi non è malato, non può contagiare. Lo ha detto anche Oms. Quindi non ha senso chiudere tutti in casa». Sulla stessa linea infine il virologo Giorgio Palù, oggi sul Corriere della Sera. «Sono contrario come cittadino al lockdown perché sarebbe un suicidio per la nostra economia; come scienziato perché penalizzerebbe l’educazione dei giovani, che sono il nostro futuro, e come medico perché vorrebbe dire che malati, affetti da altre patologie, specialmente tumori, non avrebbero accesso alle cure. Tutto questo a fronte di una malattia, la Covid-19, che, tutto sommato ha una bassa letalità. Cioè non è così mortale. Dobbiamo porre un freno a questa isteria».

«Con la primavera niente è più naturale che andare a fare gite all’aperto, andare a teatro, nei Musei…», ha detto Vittorio Sgarbi. «Che Draghi debba ascoltare la voce malata di Speranza è una grande tristezza. Non riaprire ad aprile è un grande danno per l’economia, per la sensibilità, per la cultura, per la salute psicologica degli italiani. Non respirare più all’aria aperta è una forma di incoscienza, di follia. Non dobbiamo dar retta al malatino Speranza ma curare i malati, prevenire la malattia nelle persone mature ma vivere nella libertà. Tutto deve essere aperto. Aperto con prudenza. Questo governo non ci può costringere a vivere come morti. I giovani non si possono ammalare di malinconia. La vita non è la tristezza di questa carcerazione a cui ci sta obbligando uno Stato di incapaci».

«La cosa più terribile è quando individui piatti e inadeguati si accompagnano ad esaltati» (Johann Wolfgang Goethe)

Il rischio immediato, oltretutto, è che si apra lo stesso. Migliaia di esercizi commerciali hanno comunicato che apriranno lo stesso dal 6 aprile. Il tempo è scaduto e la pazienza finita. Niente colori. Bar, ristoranti, pub resteranno aperti a pranzo e cena.

Si aggiungono altre categorie. All’Adnkronos il presidente dell’Anpals, l’associazione nazionale delle palestre e strutture private sportive, Giampiero Guglielmi ha detto che anche questo fronte aprirà comunque, qualunque cosa dicano o pensino Speranza e i suoi. «Per il 40% le strutture sono già scomparse, e per la ridicola riforma dello sport che mira al miglioramento delle condizioni lavorative resterà a spasso il 90% dei lavoratori. Per il governo evidentemente l’attività fisica non è fondamentale e sta distruggendo il settore. Ma il problema è che gli italiani sono già ammalati, in testa e fisicamente, l’obesità è al 40%. I vaccini serviranno a poco, in questo stato di cose: potrei ormai anche fare un appello a tutti ad andare in bici o a piedi sempre, a riguardarsi e muoversi in autonomia. Ma guardo al fatto che la politica sta distruggendo lo sport di base».

I verbali? Vedremo se chi dovrà farli ne avrà la forza. La cabina di regia dovrebbe invece avere l’intelligenza di adottare un protocollo molto semplice, ricordato stamane su La Verità da Daniele Capezzone: semaforo verde a privati e imprese private per vaccinazioni, accordi con trasporto privato e turistico, terapie domiciliari, capienza per riapertura locali, strong advice su distanze (senza regolamentazioni ossessive).