Vaccini, da levante a ponente

Fare da soli è una gran bella cosa. Chi fa da sé fa per tre. Perché quell’intento, che si trova anche nelle parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sia pragmatico e non velleitario, però, occorre dire cosa e come s’intende o intenderebbe fare.Nel campo dei vaccini, fin qui, i governi nazionali hanno fatto da sé solo due cose: a. organizzare le modalità di vaccinazione; b. sospenderne uno. La prima cosa non ci è riuscita bene, perché il ritmo è lento e, rispetto ad altri Paesi dell’Unione, a lungo la percentuale di anziani vaccinati assai più bassa. Ora ci sono nuovo commissario e nuova lena. Speriamo tutti che i risultati siano in linea con le premesse. La seconda cosa ha riguardato solo alcuni Paesi dell’Unione europea, che poi si sono rivolti all’Ema per avere copertura alla ripresa. Da soli hanno sospeso e accompagnati hanno ripreso. Volendo ciascuno sarebbe potuto partire assieme al Regno Unito, bastando non attendere (come credo sia stato bene) il via libera Ema e assumendosi la responsabilità nazionale. Solo che le autorizzazioni nazionali sono arrivate dopo e non prima di quella europea, la quale è rallentata dal fatto che neanche quella materia è stata delegata, essendosi limitati ad affiancare l’autorità europea con quelle nazionali. Ancora una volta a far cilecca non è l’Europa che c’è, ma quella che non c’è perché non si volle ci fosse, salvo lamentarsi del fatto che non ci sia. Adesso non ho ben capito se si ipotizza di fare diversamente circa un vaccino preparato in Russia, ma colà non prodotto in misura lontanamente sufficiente neanche per i russi. Sarebbe curioso, visto come sono andate le cose. Certo che tutti i vaccini buoni devono essere utilizzati, purché esistano, ma altrettanto certo che quella roba sta diventando oggetto di geopolitica, ovvero materia che non si maneggia sulla fiducia. La cosa avrebbe maggior senso se ci si volge da levante a ponente, nella malaugurata ipotesi che l’Ue non s’assicuri quantità considerevoli di un vaccino facile e monodose, prodotto in Usa. Anche se non si vede perché non dovrebbe farlo. A meno che, ed è questo il punto cui saggiamente porterebbero quelle parole presidenziali, non si abbia la fondata impressione che non sussiste alcun conflitto d’interesse fra l’Ue e le nazionalità dei produttori, mentre non è detto valga la stessa cosa per i singoli Paesi. E, in questo caso, se non si andrà avanti coordinati allora sarà bene muoversi in autonomia. Sapendo che non si resterebbe soli.