Nonno Bertolaso alla riscossa

La Gran Bretagna vuole blindare le frontiere. Si capisce facilmente. Qui noi stiamo a discutere se Astrazeneca può avere effetti collaterali con 500 morti al giorno, in cui loro hanno vaccinato 750 mila persone. Se mai occorresse si prendono pure lo Sputnik russo. L’Inghilterra non vuole restare ferma, non lo è mai stata in tutta la sua storia, manco con l’epidemia di peste. Han fatto la rivoluzione durante la peste. Noi qui cacciato Arcuri e la sua cricca abbiamo fatto passi da gigante, ma siamo ancora indietro. Il governo Draghi si deve render conto di tutte le opportunità che si presentano. Nel Lazio le cooperative sanitarie hanno iniziato a vaccinare a domicilio, perché quello dei padiglioni primulati non ci aveva pensato agli anziani che non possono uscire da casa, non usano le app. Non è ancora per niente scontato che si raggiungano i 500 mila vaccinati al giorno che ci si ripromette, soprattutto senza un personale adeguato a livello locale. In Lombardia abbiamo nonno Bertolaso. Ha detto di essersi accorto che le cose non andavano nel verso giusto con l’agenzia Aria, e pure gliel’hanno fatta sotto il naso lo stesso. Il brav’uomo è stanco, non ha poteri, vuole tornare dai nipotini, figurarsi se si candida sindaco di Roma. Per la verità Salvini non sembra molto consapevole della situazione. La Lombardia ha fatto più vaccinazioni di tutti, ha detto. Ma non in proporzione alla popolazione e alle dosi ricevute. La Lombardia è indietro e continuerà a restare indietro se una volta si pensa a sostituire l’assessore, un’altra a rescindere il contratto con un’agenzia, e l’estrema risorsa da utilizzare con la Moratti, è Bertolaso.