Da oggi disponibile l’Almanacco Repubblicano

È uscito oggi il nuovo numero dell’Almanacco Repubblicano, lo strumento informativo fondato da Giovanni Conti il secolo scorso che vuole essere un punto di confronto tra studiosi di varia estrazione su temi cari alla tradizione repubblicana.

Il più grande economista del Novecento, John Maynard Keynes, diceva che un buon economista deve essere al tempo stesso un matematico, uno storico, un uomo di stato, un filosofo. Una continua “osservazione vigile” che consentì nel 1936 la pubblicazione del suo capolavoro, la Teoria generale dell’occupazione, della moneta e dell’interesse, di cui Giorgio La Malfa ha recentemente curato una ricchissima e curata edizione (con Giovanni Farese) per i Meridiani di Mondadori..
«Keynes», spiega La Malfa, «non rifiutava il capitalismo in quanto tale. Rifiutava l’illusione che, da solo, il capitalismo fosse in grado di determinare la piena occupazione e più in generale una distribuzione soddisfacente del reddito. In sostanza coglieva i limiti del laissez-faire. Non fa propria la critica dei socialisti e dei comunisti al sistema di mercato in quanto tale. Non ne propone la sostituzione integrale con un diverso sistema. Ne vede i limiti e suggerisce modi di migliorarne il funzionamento».
E oggi noi abbiamo più o meno due schieramenti. «Da un lato si colloca chi crede che si debba tenere conto dei problemi dell’efficienza e della giustizia sociale e quindi, pur accettando il sistema capitalistico, ritiene che questioni come la disoccupazione, la povertà, le disuguaglianze di reddito sono problemi fondamentali dai quali non si può prescindere». Posizione vicina a quella di Mazzini per cui non bisognava rimanere schiavi dell’hegeliano ‘regno animale dello spirito’ perché gli economisti “non guardano che a fecondare le sorgenti della produzione senza occuparsi dell’uomo”. «Dall’altro si colloca chi pensa che si debba partire dalla intangibilità degli assetti proprietari del sistema economico, dal rifiuto della spesa pubblica, dall’imposizione di politiche di rigore e così via».
È la contrapposizione tra repubblicani (la politica deve controllare l’economia) e liberisti (il primato è della politica) che al centro delle riflessioni dell’Almanacco, oggi curato da Mauro Cascio. Riflessioni che seguono la pubblicazione del volume di Arcangelo Ghisleri, La questione economica e il partito repubblicano, con una introduzione del segretario nazionale del Pri Corrado De Rinaldis Saponaro.

«Siamo soddisfatti», dice Michele Polini (il segretario dell’unione romana del PRI che con l’editore Bonanno di Catania ha reso possibile il ritorno in libreria), «viviamo momenti difficili e non riusciamo ancora a dare all’Almanacco lo spazio che merita. Ma intanto è importante esserci».

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