Ernesto Bassignano. Soldati, Arlecchini e Pierrot

Poesie, pennelli e chitarra. Con “Soldati, Arlecchini e PierrotErnesto Bassignano si conferma chansonnier tra i più raffinati e popolari che abbiamo la fortuna di avere.

 È un disco molto particolare, questo. Particolare in quanto vero e genuino. Un gioiello fatto a mano. Con la passione dei veri artigiani. D’altronde l’etimologia stessa del termine “arte” abbraccia interamente il nostro Bax. Questo cd nasce durante i primi mesi del “lockdown”. Ernesto butta giù testi lievi e intensi. Le suona con la chitarra sulle scale interne di casa. Le prova e le ricanta.

In pochi giorni è pronto l’album. Le sedute di registrazione durano poco più di una settimana. Come si faceva una volta. Pochi strumenti, tutti acustici. Chitarra, pianoforte, un violino, un contrabbasso, percussioni… ed è fatta. C’è molta sapienza qui dentro. C’è la Storia, c’è la vita vera, ci sono gli affreschi che derivano dalla formazione del Bassignano pittore, cantore civile e osservatore attivo e critico dei mutamenti sociali. Gli echi di una formazione fatta sul campo. Una sintesi che la figura dell’artista racchiude in sé. Una tracklist come un concept.

Basti pensare a Lettera a Maria, il primo singolo tratto dall’album. Un pezzo in cui ci sono le origini di Ernesto. Il titolo del disco è tratto proprio da un verso di questo brano. I “soldati, gli arlecchini e i pierrot” sono figure presenti nelle opere dello zio di Bassignano, il pittore Aldo Carpi (a cui l’autore dedica questo lavoro). La “lettera” è quella che scrive Aldo dal campo di concentramento di Gusen (Tornerò Maria, perché voglio abbracciarti/Tornerò lo sai, che ci sei solo tu/Tornerò per noi, sarà come una volta/Parleremo, ma di guerra mai più/…e vedremo venir su dalla valle/non soldati, ma Arlecchini e Pierrot).

Ma c’è anche la contemporaneità de Il Cigno Nero (Cosa è successo, chi è stato e perché/Chi ha rovinato sia il fante che il re/Chi ci ha rubato il bene profondo/Chi ha organizzato la fine del mondo).

Ma c’è l’incipit di Alda lo sa dedicata a Alda Merini. Il brano che apre l’album è di una dolcezza disarmante. E i versi sono accompagnati da lievi pizzicature di chitarra e pianoforte.

E poi Modì, in cui raffiora la boheme parigina. La Rive Gauche. Gli artisti, i pittori, le modelle, le atmosfere romantiche di un tempo che non è più ma che ci portiamo dentro. Del resto ognuno amerà sempre la propria musa, ed è per questo che si fa arte… (Se rallenta il cuore, se non riesci più a creare e colorare/al bateau lavoir ti aiuteranno/Ogni donna grandi occhi e collo lungo piange il suo pittore/ Jeanne ti abbraccia ma la nebbia sale/….e ti porta via/Non ti lascerà/Maledetta Momparnasse/E ti porta via/Le ciel de Paris/Le ciel gris qui parle di Modì).

È tutta poesia. È tutta vita. È tutta arte. C’è questo in Soldati, Arlecchini e Pierrot. Non c’è spazio per altro. È davvero un lavoro di classe e stile. Una perla rara da avere e conservare. Come un antico libro prezioso, con le pagine disegnate e i versi sottolineati. Quei libri con la copertina di cuoio, fatti a mano da sapienti librai.

Grandissimo, Bax. Anche stavolta hai dimostrato dove è di casa la vera canzone d’autore. In fondo si avvertono gli echi della scuola genovese, degli chansonnier francesi, della vera canzone popolare che proviene dalla terra e parla del lavoro come nobile “fatica”, come si avverte in Ben venga maggio. Ma ci sono anche echi della Milano di Giorgio Gaber, di Giorgio Strehler e di Enzo Jannacci.

Il tutto è impreziosito dai disegni di Ernesto e dagli schizzi ripresi dallo zio Carpi.

Grazie, Bax. Grazie davvero! E grazie a chi, in questi tempi bui, non ha smesso di credere e di lavorare sodo. Parlo di Carlo Mercadante e della sua Isola Tobia Label, di Alberto Menenti  e della sua Ondamusic.it. Dei musici e arrangiatori Stefano Ciuffi e Edoardo Petretti, una coppia che è una garanzia.

Un incontro magico. Tra artisti e sognatori. Consapevoli che è bello incrociare le proprie strade per fare rete e permettere ai sogni di farsi realtà.

Qui il video di Lettera a Maria: