Forte: «La scommessa del futuro siamo noi giovani»

Abbiamo intervistato Francesco Forte, responsabile dei Giovani Democratici della Campania, per comprendere la fase di stallo che vige all’interno della giovanile nazionale ed ascoltarne proposte ed analisi politiche:

Forte, sappiamo che nei Giovani Democratici vi è poca chiarezza sul volto del segretario nazionale e, conseguentemente, sulla leadership della giovanile stessa. Come potrà evolversi lo scenario?

A nostro avviso il risultato delle votazioni è piuttosto chiaro e dovrebbe soltanto deliberarsi. La Commissione Nazionale di Garanzia ha però deciso di non procedere ancora con la proclamazione del segretario nazionale. Pertanto, non resta che attendere i futuri accadimenti, sperando si possa ottenere maggiore chiarezza quanto prima possibile.

Abbiamo assistito alla formazione del nuovo governo, guidato da Mario Draghi. La composizione della maggioranza, comprendente forze diverse come voi e la Lega, vi lascia soddisfatti? Pensi debba esserci una durata limitata per l’esecutivo?

La figura di Draghi è di assoluto prestigio per l’Italia, pertanto la scelta di Mattarella non poteva rivelarsi maggiormente saggia. Tuttavia, quanto alla composizione dell’esecutivo, non posso esimermi dall’esprimere delle perplessità: partiti come la Lega hanno compiuto giravolte politiche ed ideologiche, motivate esclusivamente da tornaconti personali. Il ruolo di questo governo è certamente limitato, spero ovviamente duri almeno fino all’elezione del prossimo Capo dello Stato.

Che futuro immaginate per la vostra alleanza con M5S e LEU? Giuseppe Conte svolgerà un ruolo di mediazione all’interno di essa? Si attendono anche i nomi dei candidati per le prossime elezioni comunali. Vi muoverete unitariamente su tutti i territori?

Sulla figura di Giuseppe Conte vi sarà da ragionare, dato che ha svolto un importante ruolo come Premier fino a poche settimane fa e ciò gli va riconosciuto. Pertanto, un suo ruolo nella coalizione dipenderà anche dalle sue scelte e dalle sue motivazioni, su cui avremo maggiore chiarezza nel prossimo futuro. Inoltre, la probabilità del rinvio delle elezioni comunali a settembre rende prematura la discussione sui candidati. E’ probabile che la coalizione non si presenti unita in tutte le città, data la conferma di figure che per alcuni partiti sarebbe difficile appoggiare, come la Raggi per il PD o Sala per il M5S.

Come valuti la situazione attuale del PD? Le voci su un probabile congresso primaverile sono attendibili? C’è chi crede che, con un cambio di leadership ai vertici, possa esserci la possibilità di far rientrare figure che avevano fatto parte del partito in passato, come Renzi e Bersani.

In questo momento non credo sia prioritario organizzare un congresso per il PD, data l’emergenza in cui si trova l’Italia. Pertanto, sarà certo necessaria una riorganizzazione interna nel prossimo futuro e se ne sta giustamente discutendo, date le posizioni divergenti nel partito. Tuttavia, la formazione di un centrosinistra unito con il M5S, LEU e le altre forze politiche a noi vicine presumo vada a sbarrare la strada ad un ipotetico rientro di Renzi nel PD.

Come valuti l’approccio del governo passato e di quello attuale nei riguardi dell’emergenza pandemica? Pensi sia necessario procedere con delle riaperture in sicurezza o deve ancora prevalere la linea del rigore assoluto?

Credo che a nessuno faccia piacere prorogare le chiusure delle attività commerciali. Tuttavia, è fondamentale procedere velocemente con il piano vaccinale per poter pensare ad una riapertura totale del paese. Nel frattempo, sarà necessario proseguire in maniera graduale con le possibilità di riaprire, magari permettendo di oltrepassare i confini regionali.

Che futuro si prospetta per le classi giovanili? Gli studenti sono state le prime vittime dell’emergenza, dato che l’Italia è tra le prime nazioni al mondo per numero di ore scolastiche perse. È necessaria una ripartenza della scuola in sicurezza?

Credo che non bisogna identificare come perse le ore scolastiche di questo ultimo anno, dato il successo che ha riscontrato la DAD. Ovviamente però ci sarebbe da fare molto di più per poter tornare pienamente alla scuola in presenza, aumentando l’efficienza del trasporto pubblico e scaglionando gli ingressi negli istituti scolastici.

Giudichi positiva la risposta della UE all’emergenza, con la creazione del Recovery Fund, il SURE ed il MES sanitario? Quali sono le priorità di spesa dei fondi da attuare, nel momento in cui realmente arriveranno nelle casse dello Stato?

Penso che la UE abbia risposto in maniera eccellente alla pandemia, dal punto di vista delle risorse messe a disposizione degli Stati. Quella del Recovery Fund è per l’Italia opportunità da non sprecare: i fondi dovranno essere in larga parte destinati allo sviluppo del SUD, alle nuove generazioni ed all’occupazione femminile.

In Italia, così come in tutta la UE, la campagna vaccinale prosegue con notevole ritardo rispetto a nazioni autonome come l’UK. Inoltre, la stessa Ursula von der Leyen ha dichiarato fallimentare l’inizio della campagna vaccinale. Tuttavia, anche in funzione di tali difficoltà, riterreste adeguata la scelta di acquistare altre tipologie di vaccino sui mercati, come quello cinese o russo?

La promessa che diverse case farmaceutiche avevano fatto alla UE, quanto al numerico delle forniture dei vaccini, è stata totalmente disattesa. Le quote sono state ridotte improvvisamente. Di conseguenza, il piano di campagna vaccinale è compromesso. Credo che la UE dovrebbe concedere il brevetto di licenza anche ad altri produttori di sieri. Tuttavia, ritengo che bisognerà utilizzare tutte le tipologie di vaccini che saranno autorizzate dall’EMA, al fine di avere la garanzia sulla loro efficacia e sicurezza. Pertanto, condanno la scelta di alcune regioni di voler acquistare autonomamente i vaccini, rischiando così di far rialzare i prezzi delle dosi e di acquistare prodotti di non consona qualità.

Altro aspetto su cui vige forte stallo in Italia è quello delle grandi opere. I fondi del Recovery Fund dovranno essere spesi in maniera consistente per la creazione di nuove infrastrutture? Inoltre, è possibile trovare un compromesso tra le visioni degli statalisti e dei liberisti?

Bisognerà certamente trovare un punto d’incontro tra statalisti e liberisti, per quanto non sia facile fare sintesi su ogni tematica. Inoltre, un piano di infrastrutture è certamente necessario per tutta l’Italia. In molte zone della penisola vi è ancora un forte disagio infrastrutturale che, se non sarà risolto dopo la spesa del piano europeo, indicherà certamente il nostro fallimento.

In chiusura, che futuro prospettate per la vostra giovanile? Come immagini i prossimi anni per i Giovani Democratici, anche in base alle novità che vi saranno nel Partito?

Dobbiamo certamente riuscire a rappresentare le nuove generazioni che oggi sono spesso dimenticate ed osteggiate. Infatti, la politica spende energie spesso per le categorie adulte, data la maggior possibilità di ricevere da loro un compenso elettorale. Crediamo invece che il futuro di questo paese dipenda soprattutto dall’impegno di noi giovani e dalle possibilità che anche la politica deciderà di offrirci.

Tommaso Alessandro De Filippo