Felice Argenti, vent’anni di ideali e Carboneria

Il 2 marzo 1802, a Viggiù (VA), nasce Felice Argenti. Effettuati gli studi a Milano, viene assunto come praticante nella ragioneria della Mensa arcivescovile. Iniziato alla carboneria, di cui diventa entusiasta propagandista e organizzatore, nel 1821 accorre in Piemonte per partecipare ai moti in qualità di ufficiale. Fallita l’insurrezione vive in esilio a Malaga, a Cadice, all’Avana, a città del Messico, dove prende parte alla cospirazione repubblicana contro l’imperatore, a Filadelfia ed ancora a Malaga. Rientrato clandestinamente, per evitare l’arresto fugge in Svizzera. Rimpatriato, è arrestato a Como e processato dalla Commissione speciale. Prosciolto viene sottoposto a vigilanza speciale di polizia. Successivamente si reca in Svizzera, a Trieste, dove fonda una vendita carbonara, a Livorno, a Genova, a Buenos Aires e a Rio de Janeiro, occupandosi di attività commerciali. Grazie all’appoggio della carboneria ottiene la nomina a console generale dell’impero brasiliano a Livorno, trovando l’opposizione all’esercizio della carica da parte delle autorità austriache. Dopo una permanenza a Milano ed a Genova, nel 1830 raggiunge Parigi, dove è in atto la rivoluzione, inviato dalla Commissione esecutiva della carboneria per l’Italia come “grande anfitrione”. L’anno successivo partecipa ad un tentativo di spedizione su Bologna, ma viene arrestato nei dintorni di Stazzema. Ristretto in carcere a Pisa, Livorno e Firenze, viene consegnato al commissario di polizia austriaco dietro l’impegno di non condannarlo a morte. Indagato dalle autorità austriache grazie alla delazione del gran maestro della carboneria spagnola e rappresentante in Genova di quella italiana, compromesso da una lettera di propaganda in cui si accenna alle idee repubblicane e si esorta all’indipendenza italiana dallo straniero, ristretto nelle carceri di Milano, viene processato per alto tradimento e condannato al carcere duro da espiarsi allo Spielberg. Liberato nel 1835 a seguito di indulto, viene deportato negli Stati Uniti. Stabilitosi a New York, trova lavoro presso l’impresa commerciale “Brown & Broths”. Nel 1848 abbandona tutto per accorrere in Lombardia e partecipare al moto insurrezionale, arrivando, però, dopo il fallimento della rivoluzione. Tornato a New York, nel 1850 si trasferisce a S. Francisco dove inizialmente vive in floride condizioni economiche in quanto titolare della banca “Felix Argenti & Comp.” e proprietario di una grande azienda laniera, in seguito travolto da rovesci. Muore a S. Francisco nel marzo 1861.