Sfida a questi partiti politici

A Frosinone, a livello locale, i partiti, le liste civiche e i movimenti hanno perso la loro funzione politica – in questi ultimi dieci anni – non sono stati in grado di rinnovarsi. Sono rimasti identici a loro stessi e non hanno prodotto un serio dibattito interno sulla forma-partito. Le organizzazioni partitiche sono rimaste ancorate alla loro struttura chiusa e autoreferenziale. Nei partiti manca il dibattito conosciuto e aperto, manca la circolazione delle idee, manca una visione politica ampia e a lungo termine del nostro territorio, manca la formazione della classe dirigente, manca la Politica. Per tale ragione, la vera novità delle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale di Frosinone, nel 2022, sarà la Lista Civica Segneri Sindaco. Si tratta di una proposta seria. Semplice e chiara. Certo, si tratta di un progetto politico che andrebbe approfondito, spiegato, dibattuto, ma spero di poterlo fare in tutte le occasioni in cui me ne sarà data la possibilità. Infatti, ritengo che l’esplicita e forte connotazione riformatrice, liberaldemocratica e Federalista europea della Lista Civica sia – innanzitutto – una proposta di metodo e di politica, filosofica e giuridica, ideale e programmatica, da rendere di colpo vecchi e superati i soggetti partitici dominanti e blasonati.

I partiti e i movimenti politici, soprattutto a livello locale e cittadino, credo debbano comprendere che il loro cambiamento o sarà sincero, profondo e radicale oppure saranno spazzati via da una nuova concezione organizzativa e culturale, quella proposta e in via di realizzazione dalla Lista Civica Segneri Sindaco. Personalmente, penso da tempo all’idea di un partito plurale, composto da tanti soggetti politici (che mettano insieme le varie culture politiche repubblicane, libertarie, liberalsocialiste, cattolico-liberali, riformatrici, democratiche, ambientaliste e verdi), come un “cervello connettivo”, come un “corpo pluricentrico”, come “pensiero attivo e interagente”, una galassia di soggetti e associazioni, di gruppi tematici, telematici e territoriali. Proprio recuperando e aggiornando quanto prospetto ormai da anni sulla stampa nazionale: un partito snello, senza inutili burocrazie verticistiche, democratico al proprio interno, capace di tenere insieme le diversità riducendo le differenze e le disuguaglianze, anzitutto dentro di sé, per poterlo fare anche al di fuori. Un partito che abbia un metodo liberale interno in grado di riconoscere il talento individuale e i meriti, valorizzare le attitudini e le qualità di ciascuno, di favorire l’incontro e il contraddittorio delle idee in campo, attraverso “la filosofia del dialogo” elaborata da Guido Calogero. Un partito, cioè, dotato di sensori vigili, presente e attivo grazie all’apporto delle idee e delle persone, con un progetto e un sogno che vive nelle persone, tra la gente comune, nei cuori, nelle strade, su internet, nei social-network, ma soprattutto dal vivo. Sono anni che propongo un Partito Riformatore e liberal-democratico capace di pensare e ripensarsi, composto da più associazioni, da più gruppi di lavoro, da individui diversi che vivono e partecipano all’attività politica con la forza delle idee. E finalmente abbiamo deciso di realizzare, in via sperimentale, a Frosinone, una Lista Civica davvero innovativa e nuova. Qualcosa di simile, permettete l’analogia, all’extraterrestre Eta Beta, ma reso più umano dagli errori e dagli ideali di ciascuno, dalle legittime aspirazioni di chiunque voglia dare il proprio contributo per la Città, nel rispetto degli altri e delle idee altrui. Con più umanità, quindi, per un nuovo umanesimo liberale. Un Eta Beta che viene dal futuro, intelligente e sensibile, che opera e agisce nell’interdipendenza dei singoli. Quella di Eta Beta è una similitudine che può funzionare e che, comunque, rende bene l’idea. Però, non mi interessano ora le “mie” soluzioni, mi interessa approfondire il metodo. Ora, i partiti politici, a livello locale, sono pronti ad accettare la mia sfida sulla forma-partito?