In ricordo di Giuseppe Dezza

Il 23 febbraio 1830, Melegnano (MI), nasce Giuseppe Dezza. Studente di ingegneria, nel 1848 si arruola nel battaglione Volontari Lombardi poi si unisce ai volontari di Garibaldi. Due anni dopo si laurea e nel 1853 consegue il diploma di ingegnere-architetto trovando impiego presso l’amministrazione del censo. Volontario nel 3º reggimento Cacciatori delle Alpi durante la seconda guerra d’indipendenza, viene promosso sottotenente e decorato della medaglia d’argento. L’anno successivo è ancora con Garibaldi e partecipa alla spedizione dei Mille. Promosso Capitano a Calatafimi, durante la campagna merita i gradi di Maggiore comandante di battaglione, luogotenente colonnello comandante della I brigata della 10ª divisione Bixio. Mostra il suo valore soprattutto in occasione della battaglia del Volturno, quando resiste agli attacchi borbonici, guadagnando la promozione a colonnello e la croce di ufficiale dell’Ordine militare dei Savoia. Ammesso nell’esercito italiano con il grado di colonnello, fa parte della commissione che esamina le benemerenze militari e le qualità civili dei garibaldini in vista di un loro inserimento nell’esercito regolare. Comandante del 29º reggimento fanteria nella guerra del 1866, durante battaglia di Custoza assume il comando della 1ª divisione dopo l’uccisione del titolare. Per il valore dimostrato viene decorato con la croce di commendatore dell’Ordine militare dei Savoia. Promosso colonnello brigadiere assume il comando della brigata Pisa. Aiutante di campo di Vittorio Emanuele II dal 1872 al 1877, tre anni dopo rifiuta l’incarico di Ministro della Guerra perché non condivide le scelte politiche del governo. Aiutante di Campo di Umberto I dal 1882, promosso generale di corpo d’armata nel 1886, comanda i corpi d’armata di Ancona, Palermo, Bologna e Milano. Deputato per il collegio di Codogno dal 1876, senatore dal 1889, lascia il servizio attivo nel 1895. Muore a Milano il 14 maggio 1898.