Quanti Galli nel pollaio

Avevamo ascoltato, con inevitabile preoccupazione le dichiarazioni del professor Galli, il quale aveva affermato, via stampa, che il suo reparto all’Istituto Sacco di Milano era invaso dai pazienti con le varianti. Tempo 48 ore e lo stesso Istituto ha diramato una nota di smentita del direttore di infettologia, per dire che si sbagliava, non c’è nessun intasamento dell’ospedale dovuto alle varianti. Al che il professor Galli ha controbattuto all’Istituto di cui pure è un direttore, dicendo che si sbaglia, la sua recezione dei dati è troppo lenta. Ora questo appassionante dibattito che ragione ha di essere reso pubblico? Si tratta dello stesso Istituto dove ci si azzuffa sulla lettura dei dati, per cui come dire, basterebbe che prima di parlare all’esterno, si mettessero d’accordo su cosa dichiarare. Non per altro, i cittadini sono sottoposti da mesi ad esternazioni dei professori vari che si contraddicono costantemente ed il professor Galli, arruolato per via permanente alla televisione, ha un un primato di risse con i suoi colleghi, da Zangrillo a Bassetti. Ora è riuscito nel capolavoro di polemizzare con il suo stesso istituto. Il bello di tutto questo è che l’allarme, l’ ennesimo di Galli, viene dato in un momento in cui terapie intensive ed ospedalizzazioni sono relativamente in calo. Se uno non dovesse pensare che non si tratta di medici, verrebbe da credere che si tratta di terroristi. Ma forse si tratta solo di Galli, un fenomeno mediatico, non certo scientifico.