In ricordo di Girolamo Simoncelli

Il 16 febbraio 1817, Senigallia (AN), nasce Girolamo Simoncelli. Commerciante, da giovane aderisce a gruppi liberali ed è tra coloro che accoglie favorevolmente l’elezione di Pio IX. Ufficiale della guardia civica, dopo aver combattuto a Vicenza nel 1848, diventa vice presidente del circolo popolare di Senigallia. Consigliere comunale, tenente colonnello comandante della guardia nazionale cittadina durante la Repubblica Romana, gestisce l’ordine pubblico garantendo l’incolumità degli avversari, tra i quali anche congiunti del Papa.

Caduta la Repubblica, non fugge perché convinto di avere la coscienza a posto. Arrestato, processato dal tribunale della Sagra Consulta, competente per i reati politici, che non accoglie le numerosissime testimonianze in suo favore, viene condannato a morte nel febbraio 1852. Rinchiuso per tre anni nella fortezza di Pesaro, fiducioso in un atto di clemenza, si oppone ad un progetto di evasione. Trasferito nella città natale, viene fucilato, il 2 ottobre 1852, insieme ad altri 23 individui, da un plotone di svizzeri, in una città presidiata dagli austriaci. La sua esecuzione aumenterà l’ostilità verso il Papa, accusato di non aver voluto visionare la richiesta di grazia avanzata dalla famiglia del condannato.