Il diritto alla salute prima di tutto

Se il diritto alla salute viene prima di tutto, come ha detto il neo ministro Speranza, l’attività sciistica è salute. Le scuole hanno istituito la settimana bianca appositamente perché i ragazzi potessero starsene una settimana a sciare in montagna. Le famiglie fanno sacrifici indirizzati a mandare a sciare i loro figli a natale o a pasqua. Tralasciamo che fino alla prima metà del 900 si ritenesse risanante la sola presenza in montagna. È curioso vedere un governo dire, potete prendere bus e metropolitane ma non le funivie. In ogni caso la concezione della salute del neo ministro Speranza prescinde dall’attività fisica. Non si possono fare sport di squadra e ci sarebbe già da discutere, e nemmeno individuali come lo sci. Si può fare lo sci di fondo, ma nessuno si mette a fare lo sci di fondo se non ha una cultura da fondista, ci vuole una preparazione specifica e se si fosse costruita l’industria dello sci sul fondo, le montagne sarebbero deserte, perchè per la salute, quella che il ministro Speranza non sa cosa sia, richiede una forma di divertimento compresa nell’attività ed il fondo per la maggioranza delle persone è solo faticoso. Per cui la chiusura dello sci non aiuta la salute e deprime l’economia, visto che la montagna vive di sci. Ci vorrà una manovra per attivare i ristori, altrimenti chiederemo ai lavoratori della montagna di vivere di spiccioli. Per lo meno il neoministro fosse confortato da dati inoppugnabili da offrire all’opinione pubblica. Anche perché a poche decine di metri da noi, in Svizzera, si scia e sul Cervino, dalla parte Svizzera, ci fanno marameo. Ci dica Speranza qual è la situazione dei contagi in Svizzera, la drammatica accelerazione della curva di questi scellerati svizzeri. Altrimenti taccia e si seppellisca in qualche casa di cura, dove magari ci si infetta di più che in montagna. Ovviamente è inutile ricordare che la costituzione repubblicana è fondata sul lavoro, non sulla salute.