De Horatiis, dalla Giovane Italia ai Mille

Il 15 febbraio 1812, a Furci (CH), nasce Cesare Ippolito Enrico de Horatiis. Figlio primogenito di una famiglia benestante, rinuncia ai beni di famiglia e sceglie di entrare al seminario arcivescovile di Chieti avviandosi alla vita sacerdotale. Prefetto di camerata nel Collegio Sannitico di Campobasso, presto viene attratto dagli ideali mazziniani e si iscrive alla Giovine Italia. Dopo aver trascorso un periodo presso parenti a Napoli, dove frequenta la scuola di lingua italiana di Basilio Puoti e diventa amico di Francesco De Sanctis e di Silvio Spaventa, viene incaricato dell’insegnamento al seminario di Montecassino, dove conosce Vincenzo Gioberti e inizia a stampare L’Ateneo Italiano, una rivista di scienza e letteratura, soppressa dal governo napoletano dopo l’insurrezione del 1848. Successivamente conduce una vita itinerante nei paesi della zona, predicando e tenendo al contempo discorsi contro il re di Napoli. Arrestato per attività cospirativa trascorre due anni in carcere tra Napoli e Campobasso. Liberato torna a Furci e, nonostante la diffida del vescovo e della polizia a partecipare a manifestazioni pubbliche e di tornare a Montecassino, riprende la sua attività di predicatore e rivoluzionario. Allontanato per evitare ulteriori misure restrittive per intervento del vescovo di Lanciano è chiamato ad insegnare nel locale seminario. Dopo l’impresa dei Mille viene nominato segretario del sottoprefetto di Lanciano e parroco ad Ortona (CH), dove muore il 10 ottobre 1863.