D’Agui: «Il liberal-socialismo è la visione per la nostra idea d’Italia»

Abbiamo intervistato Francesco D’agui, Segretario Nazionale della giovanile del “Partito Liberal-Socialista”, al fine di scoprire le proposte e la visione futura di Italia del suo partito, consolidatosi di recente:

D’agui, la vostra formazione politica si è consolidata nel corso dello scorso anno. Quali sono i vostri principali riferimenti politici e le principali proposte?
«Guardiamo principalmente al “socialismo liberale” dei fratelli Rosselli, estendendoci però a tutta l’area riformista. Il nostro simbolo è composto da tre garofani dedicati ai fratelli Rosselli, a Turati ed a Bettino Craxi, da cui nasce spunto anche per il nome. Abbiamo ovviamente una connotazione politica di sinistra, rivolgendo però lo sguardo anche alle aree laiche di centro».


Come valutate il nuovo governo italiano, capeggiato dal tecnico Mario Draghi? Un vostro giudizio sulla figura scelta per l’incarico e le principali sfide da affrontare per l’esecutivo, data anche la crisi pandemica ed economica che affronta l’Italia attualmente.
«Su Draghi abbiamo posizioni incerte, alcuni sono favorevoli mentre altri, come il sottoscritto, sono scettici verso i governi tecnici. A prescindere da ciò, crediamo che il nuovo esecutivo debba interessarsi principalmente di sviluppo del mezzogiorno e di tenuta dell’economia nazionale. Urge aumentare i salari dei lavoratori, adeguandoli di conseguenza anche al prezzo della vita che è notevolmente aumentato negli ultimi 30 anni. Tuttavia, abbiamo proposto un esonero fiscale di almeno due anni per tutte le nuove piccole e medie imprese da poco aperte. Serve inoltre una redistribuzione del peso fiscale, combattendo anche l’evasione che è uno dei cancri che attanaglia l’Italia».


Tra le novità la presenza di un ministero della transizione ecologica nel nuovo esecutivo. La scelta della sua formazione fu presa nel 2019 ma solo adesso ne avverrà ufficiale nascita. Siete favorevoli alla sua esistenza? Ritenete fondamentale attuare una cospicua spesa pubblica nella riconversione verde e nel tema ambientalista?
«I fondi europei dovranno essere spesi in gran parte per la riconversione verde e la transizione ecologica. Troviamo adeguata la formazione di tale ministero. Pertanto, urge educare i cittadini alla comprensione dell’importanza della tematica ambientale, ed operare per la riconversione delle aziende inquinanti».


Come valutate la risposta alla pandemia dell’Unione Europea? Recovery Fund, SURE e MES sanitario sono strumenti concreti ed utili? Quali sono, a vostro avviso, le priorità di spesa dei fondi che eventualmente arriveranno?
«La UE ha prodotto una risposta concreta a nostro avviso, con delle somme che arriveranno anche a fondo perduto, oltre ai prestiti a tasso d’interesse basso o negativo. Pertanto, crediamo che la priorità di spesa debba essere riservata alla sanità, all’ambiente, alle infrastrutture ed a misure che prevengano l’evasione fiscale».


Che visione avete sulla tematica delle grandi opere? Come superare l’attuale e longevo stallo politico sull’argomento? Esiste un punto di incontro e di possibile compromesso tra la visione degli statalisti e quella dei liberisti?
«Serve assolutamente un punto di incontro tra le due visioni. Infrastrutture, energia elettrica e grandi opere hanno bisogno di una collaborazione tra pubblico e privato, tra imprenditore e Stato. Tuttavia, è da dire che i liberisti hanno una visione unilaterale ed è quindi complesso sviluppare compromessi con loro, al fine di poter condividere alcune decisioni politiche».


Nel corso dell’emergenza abbiamo subito una consistente e duratura limitazione delle nostre libertà individuali. Che giudizio avete quanto all’utilizzo di strumenti come il lockdown?
«Anche qui il partito ha visioni differenti all’interno di esso. Personalmente credo che nella prima ondata il lockdown fosse necessario, data anche la sofferenza del tessuto sanitario, vittima di svariati tagli alla sanità attuati nei decenni passati. Inoltre, credo sia stato un errore procedere all’apertura totale dell’Italia durante i mesi estivi del 2020. Pertanto, i settori in maggiore difficoltà si sarebbero dovuti aiutare tramite altro debito pubblico, al fine di risarcire adeguatamente le perdite derivanti dalle chiusure».


Come prospettate il futuro della UE? Da settembre essa sarà politicamente orfana di Angela Merkel ed il nuovo leader della CDU ha dichiarato di non voler più allearsi con i socialisti. Tuttavia, in merito anche alla consistenza dei partiti sovranisti ed euroscettici, ritenete a rischio la stabilità futura dell’unione e dell’EURO? Che connotazione europea assumete?
«La UE è organizzazione giovane ancora bisognosa di crescita e maturazione. Pertanto, persiste a comportarsi come unico Stato sovrano pur non essendolo. Inoltre, la contrapposizione tra fazioni politiche all’interno di essa rischia seriamente di farla crollare nel prossimo futuro. Tuttavia, l’Italia ha fallito completamente la sua missione all’interno di essa, non essendo stata in grado di mettersi al passo con la crescita delle altre nazioni. Inoltre, aver creato una vera e propria unione delle banche e non dei cittadini ha prodotto numerosi fallimenti e consistenti problematiche. Pertanto, è necessario provare a riformarla dall’interno cambiando il trattato, oppure provvedere a soluzioni alternative se non sarà possibile. Inoltre, credo sia evidente che l’utilizzo e la formazione della moneta unica sia stato utile esclusivamente a delle nazioni che sfruttano il loro predominio sulle altre. Tuttavia, il ritorno alla Lira non credo cambierebbe la nostra situazione di instabilità, ma certamente questa non è motivazione per accettare gli errori di metodo dell’Unione Europea. Quanto ai sovranisti, credo abbiano dimostrato di essere spesso al soldo di qualcuno e di fare l’interesse di molti padroni, dunque di non essere dei veri sovranisti».
La nuova amministrazione USA ha creato evidente discontinuità con la presidenza precedente di Donald Trump, con il ritorno della diplomazia americana interventista all’estero. Pertanto, che pensiero avete quanto alle vicende della Russia delle scorse settimane, al bipolarismo con la Cina ed i rapporti in Medio Oriente? Sarebbe doveroso proseguire con la linea degli “Accordi di Abramo” o preferireste il ritorno alla centralità di Teheran, come accaduto nelle due amministrazioni Obama/Biden?
«Il neopresidente Joe Biden sta proseguendo l’azione di deterrenza nei confronti della Cina, approccio che condivido pienamente, dato che il dragone è oggi il principale nemico di ogni democrazia. Inoltre, la Russia non è ancora diventata una democrazia, nonostante la fine del Comunismo. Pertanto, modalità come quelle usate dalla polizia del Cremlino nelle scorse settimane, nei confronti della folla che protestava in piazza, non credo siano invidiabili ed adatte. Quanto all’Iran, bisognerà attendere ed assistere alle modalità di approccio degli USA in quell’area».
Che valutazione esprimete quanto alla lontananza delle classi giovanili dalla politica attuale? Proponete obiettivi al fine di riavvicinare allo Stato le future classi dirigenti? Il punto di partenza è certamente la scuola, che nel corso dell’emergenza ha visto la sua importanza notevolmente trascurata.
«Il problema della scuola italiana non nasce dall’emergenza pandemica. Sin dalle scuole primarie si constata disorganizzazione totale, che finisce per danneggiare gli studenti sin dai primi approcci all’istruzione. Pertanto, la scuola dovrebbe essere totalmente aggiornata al fine di formare adeguatamente le nuove generazioni, che potranno poi avvicinarsi nuovamente allo Stato ed alla politica».
Quali sono le principali ambizioni politiche del futuro per il vostro partito? Avete anche dei candidati sindaco alle elezioni comunali di Pesaro e Rimini.
«A lungo termine credo che dovremmo impegnarci per riformare totalmente la scena e la classe politica italiana. È certamente complesso ma fondamentale per il ritorno di un vero senso di democrazia nell’agorà politica. Inoltre, esso sarà solo il punto di partenza per procedere alla totale riforma della nostra nazione, di cui vi è fondamentale bisogno per migliorarla ed adeguarla ai tempi».

Tommaso Alessandro De Filippo