Burke, il padre del conservatorismo

Leggendo gli scritti politici di G. K. Chesterton si incontra un illuminante paradosso sui “conservatives”. Per cui i conservatori britannici  non sono gli eredi del vecchio partito Tory, ma dei Whigs. Sembrerebbe una affermazione paradossale se non si conoscesse la persona e il pensiero di Edmund Burke. Burke è stato con le sue Riflessioni sulla rivoluzione in Francia (Giubilei&Regnani) il vero padre del pensiero conservatore. Infatti i Tory fino all’inizio dell’ottocento, erano ancora legati ad una tradizione giacobita, che nel 1711 aveva tentato di restaurare gli Stuart e l’assolutismo, che più che conservatori erano dei reazionari. Legati alla nobiltà chiusa dei landlords. Burke invece era un membro dei Whigs. È un feroce difensore del ruolo del parlamento e della monarchia costituzionale contro l’assolutismo. Promotore di riforme per allargare il suffragio elettorale e far partecipare maggiormente i cittadini alla cosa pubblica.

Difendendo le minoranze religiose e i diritti dei sudditi britannici nelle colonie, da anglicano ex cattolico e irlandese. Una filosofia, la sua, che affiora nel giusnaturalusmo, nella visione di continuità con quella tradizione anglosassone di ordine e libertà che nasce con l’habeas corpus e continua con il manifesto degli oldwhigs. Che vede nella Glorious Revolution una rivoluzione “conservatrice” poiché non violenta e ristabilitrice dell’antico ordine naturale che l’assolutismo aveva calpestato. Il pamphlet oltre a sbeffeggiare le velleità rivoluzionarie dei vari epigoni britannici, è un grande manifesto del conservatorismo. Di una visione che non crea un uomo astratto ed egoista, ma ne vuole uno che concepisce i propri diritti naturali, ma soprattutto i doveri dell’uomo. Opponendo al mondo che genererà il terrore e Napoleone, di cui vede in anticipo le degenerazioni, un ordine naturale che deve adattare il proprio operato con le esigenze della modernità, attualizzando i valori della costituzione britannica, È proprio con Burke che nasce il conservatorismo moderno, quello di Tocqueville e di Sir Roger Scruton. La visione di Burke è basata, infatti, sul progredire conservando, la proprietà e la comunità, il mercato e lo stato. Parlando di un senso di dovere e responsabilità  per cui “Il contratto sociale… è tra coloro che vivono, coloro che sono morti e coloro che devono ancora nascere”.
Senza conoscere questo pamphlet è impossibile avere una cognizione dei presupposti filosofici del conservatorismo brittanico.