Cuori repubblicani: Riccardo Luzzatto

Il 4 febbraio 1842, Udine, nasce Riccardo Luzzatto. Studente di giurisprudenza all’università di Padova, nel 1859 segue a Milano il padre, reduce dalla prigionia in Moravia per aver partecipato ai moti del 1848, e si iscrive all’Università di Pavia. L’anno successivo è tra i volontari che si imbarcano dallo scoglio di Quarto per prendere parte alla Spedizione dei Mille. Nel 1862 è ancora con Garibaldi nella spedizione per la liberazione di Roma fermata in Aspromonte, a seguito della quale è fatto prigioniero e recluso nel forte di Bard. Liberato, torna a Milano e laureatosi in giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Nel 1866 si arruola volontario e partecipa con il grado di tenente del 1° reggimento del Corpo dei volontari italiani alla Terza Guerra d’indipendenza. Laico, progressista, nel 1875 è iniziato alla massoneria nella loggia “La Ragione” di Milano. Eletto deputato per i collegi di San Daniele del Friuli e Codroipo dal 1892, siede all’estrema sinistra del gruppo repubblicano e durante il suo mandato è relatore della legge che dichiara il XX Settembre festa nazionale e vota a favore della mozione Bissolati per il divieto dell’insegnamento religioso nella scuola primaria. Dimissionario dal seggio parlamentare perché coinvolto nello scandalo del palazzo di Giustizia di Roma, fervente interventista, tra i pochi reduci dei Mille presenti alla manifestazione di Quarto con D’Annunzio nel 1915, volontario nella guerra del 1915-18, viene ferito durante la presa di Gorizia guadagnando una medaglia d’argento al valor militare. Tra i fondatori e animatori del Comitato friulano di assistenza ai profughi dopo Caporetto, è presente al congesso fondativo di piazza San Sepolcro dei Fasci italiani di combattimento svoltosi il 23 marzo 1919. Muore a Milano il 5 febbraio 1923.