Il Conte SotTERrato

Era abbastanza patetico lo sforzo di una stampa addomesticata come una scimmia di spiegare che il Paese non poteva rinunciare alla guida di un avvocato Conte, chiamato Giuseppi. Eppure la Repubblica ha saputo o dovuto rinunciare a uomini che avevano ben maggiori capacità del presidente del Consiglio. Il problema era comunque un altro, ignorato da tanti signori opinionisti, ovvero che l’avvocato Conte ha voluto una verifica delle Camere ed il voto del Senato non aveva dato un esito positivo, ma un fallimento. È chiaro che dopo un anno in cui la vita costituzionale della repubblica è stata vilipesa dal governo non ci si renda più conto che per avere una fiducia dell’aula occorra per lo meno la maggioranza relativa, se non quella assoluta, che il governo non aveva avuto. Se con il voto di tre senatori a vita si pareggia la somma delle astensioni, che hanno sempre assunto un valore contrario al senato, e le sfiducie, la tua maggioranza politica non esiste più. È stato abbastanza inquietante, dopo un voto simile restare a palazzo Chigi a brigare delle adesioni individuali per evitare il crack successivo sulla relazione del ministro Bonafede, e alla fine della pantomina il governo è stato costretto alle dimissioni. Tale l’arroganza che davvero credevano ancora di ottenere un reincarico. Conte può cojonare gli italiani, non il capo dello Stato che non ci ha mai pensato. Il governo Conte è finito con il voto di palazzo Madama ed i tentativi di ricostruire la maggioranza vertevano su altri nominativi. Come si fa anche solo a pensare un terzo incarico ad un presidente del Consiglio che invece di presentarsi alle Camere insegue una forma delle monarchie assolute come quella degli Stati Generali? Un’insolenza ed un’offesa alla vita Repubblicana ed una minaccia alla democrazia che sono state definitivamente archiviate. Molto merito va al Capo dello Stato che dal primo momento per la verità ha compreso quale fosse la strada del declino imboccata per il Paese, tanto che aveva chiamato a supporto del governo una personalità come quella di Colao. La mediocrità purtroppo è una brutta bestia e ancora peggio il complesso di inferiorità, ben motivato fra l’altro, del presidente del Consiglio. Il governo ha trascinato per altri sei mesi la sua esistenza senza ottenere un solo risultato utile. Non una sola cosa che abbiano saputo affrontare se non la repressione della libertà degli italiani, ed in questo bisogna dire sono stati bravissimi, i migliori al mondo. In compenso ancora non c’è un piano in grado di fare ottenere all’Italia i fondi promessi dall’Europa e cosa che più grave non hanno la minima idea di come affrontare una campagna di vaccinazione. Alla prima difficoltà hanno minacciato di causa le case farmaceutiche, questo è il livello. Bisogna essere grati a Milena Gabanelli, unica giornalista libera, che commentando le nefandezze del ruolo e della gestione del commissario Arcuri, ha evocato le eccellenze che l’Italia possiede. Lo stesso ha fatto il capo dello Stato chiamando Mario Draghi al Colle. I partiti in parlamento sono liberi. Possono affondare con Conte e far affondare il paese o comprendere le ragioni illustrate dal presidente Mattarella e provare una ripartenza.