La possibilità di archiviare la pagina più scura della storia repubblicana

Confesso agli amici che sono stato a lungo diffidente nei confronti del presidente della Repubblica, perché mi chiedevo come fosse possibile che il capo dello stato piuttosto di controfirmare i Dpcm non si dimettesse. Il ruolo del Quirinale non è però né di arbitro politico, né di garante costituzionale, il capo dello Stato rappresenta solo l’unità nazionale ed il governo Conte era autorizzato legalmente nella sua azione da un voto pressoché unanime del Parlamento. Se il parlamento sceglie di suicidarsi, il capo dello Stato cosa deve fare? Questa era la domanda a cui il presidente doveva rispondere e qui non si può pretendere che ognuno abbia la stessa sensibilità. Ho compreso lo spirito di Mattarella a pieno solo il 31 dicembre dal suo discorso di fine anno. In questo discorso il capo dello Stato non ha lodato il nostro formidabile governo ed i suoi scienziati che hanno messo il paese in ginocchio senza salvare una sola vita umana, anzi. Il capo dello Stato ha detto il vaccino ed il vaccino sarebbe dovuta essere la principale priorità del governo, prima ancora che il capo dello Stato aprisse bocca, ovvero da quando i governi europei sapevano che era prossimo ad essere diffuso. Il programma della vaccinazione è stato indicato immediatamente e come già fatto dal ministro Speranza che ha promesso 13 milioni di vaccinati entro aprile. Allora commentai che sei il governo ne avesse fatti anche solo sei milioni per quella data, lo avrei sostenuto qualunque follia commettesse in punta di penna. C’è da dubitare che si arrivi a tre milioni ad aprile, e non per colpa delle società farmaceutiche a cui questi pazzi forsennati vorrebbero fare causa, ma per l’incapacità di previsione e di organizzazione del governo il super commissario in testa. Il prossimo governo dovrà riuscire a recuperare il tempo perduto su questo fronte e potrà farlo solo ricercando i farmaci già in circolazione come stanno facendo altri paesi europei e cercando una autosufficienza produttiva se ne sarà capace, tutto quello che vuole, ma non la polemica con le case farmaceutiche che anche un povero imbecille avrebbe compreso si sarebbero trovate in difficoltà nella distribuzione, tanto che la Germania si è subito organizzata, l’Inghilterra non ne parliamo, la Francia vuole un suo programma di vaccinazione nazionale e gli altri paesi europei non sono nelle nostre condizioni e non hanno la nostra popolazione. Il governo Conte si spegne con l’infamia del fallimento della campagna di vaccinazione mentre la guardia di Finanza irrompe negli uffici del ministero della Sanità e dell’Is, per capire il motivo per cui non sia stato applicato il piano pandemico nazionale, perché indipendentemente che fosse taroccato, era pur sempre meglio che l’impreparazione assoluta che ha colto gli ospedali di prima accoglienza nel lodigiano ed in Lombardia. Io ho denunciato questa situazione dal primo momento perchè avevo raccolto informazioni giornalistiche sulla situazione di Alzano, già evidente il primo gennaio, cioè prima che la Cina facesse sapere della pandemia e poi sul ruolo di Giordani Guerra responsabile del piano antipandemico regionale del 2014, poi spedito all’oms, poi rispedito, caso mai visto, dall’oms presso il nostro governo. Non dico altro su tutto questo indaga la procura, ne aspetteremo i risultati. Noto solo che il governo Conte uno fece un accordo bilaterale con la Cina, che fece drizzare i capelli a tutto il mondo occidentale, nel quale si triplicavano i voli da quel paese. La prima cosa che si legge nel piano pandemico del 2002, l’ultimo serio che è stato formulato, almeno un merito al governo Berlusconi va dato, è che le pandemie viaggiano con i mezzi di comunicazione. Per cui spero che i pm chiedano al ministro Speranza ed al presidente del consiglio che ai primi di febbraio dissero al paese che non correva nessun rischio, come potevano fare simili affermazioni alle camere ed ai mezzi di comunicazione visto che avevano triplicato i voli con la nazione dove era esploso il contagio. Il nome su cui il Capo dello Stato sta lavorando per l’incarico di formare il governo è quello della professoressa Cartabia, il presidente della corte costituzionale che nel silenzio dell’opinione pubblica e del parlamento aveva detto che la repubblica democratica non prevede l’emergenza. Un incarico a Cartabia sarebbe la condizione indispensabile per ripristinare la legittimità costituzionale vilipesa da questo governo, raccogliendo la richiesta di Italia viva. Visto l’abisso che si è scavato, in queste condizioni sarebbe più facile si slittasse in una dittatura militare, non oso sperare che ci si riesca a rimettere in piedi. Ma almeno in queste ore c’è una pallida possibilità perchè le energie morali di questo paese hanno ancora dei punti di riferimento che il governo Conte non è riuscito a spezzare.