Il papà dell’amaro Rovighi e Garibaldi

Il 27 gennaio 1830, a Carpi (MO), nasce Giulio Rovighi. Appartenente ad una famiglia benestante di religione ebraica attiva nel commercio di vini, nel 1848 è tra i volontari modenesi che combattono contro gli austriaci a Governolo e successivamente soldato del 23° reggimento fanteria dell’esercito sardo piemontese a Novara. Stabilitosi a Torino, nel 1859 partecipa alla Seconda Guerra d’Indipendenza come soldato semplice e poi, dopo il congedo, come volontario in Romagna. Nel 1860 è tra i volontari che partecipano alla spedizione dei Mille con il grado di sottotenente della 6^ compagnia e per il comportamento viene promosso più volte fino a raggiungere il grado di maggiore. Transitato nell’Esercito Italiano rassegna le dimissioni nel 1861. Accusato di avere svolto in passato a Torino l’attività di segretario di un lupanare, espulso dal Piemonte ed escluso dall’onore di fregiarsi della medaglia dei Mille e dal diritto alla pensione loro assegnata, nel 1866 gli viene rifiutato l’arruolamento come ufficiale tra i volontari garibaldini, per cui si arruola come semplice camicia rossa nella 1^ compagnia, meritando la medaglia d’argento al valor militare per il valore dimostrato a Condino e Bezzecca. Congedatosi, l’anno successivo è ancora con Garibaldi e partecipa alla Campagna dell’Agro Romano come Comandante del IV battaglione. Diventato commerciante di vini si stabilisce in Francia dove si arricchisce inventando l’amaro “Rovighi”, molto conosciuto all’epoca. Trascorre gli ultimi anni di vita nello chalet Excelsior a Mont-Boron (Nizza), dove muore il 21 marzo 1904.