Una Fontana di guai

Il governatore Fontana ne ha fatta un’altra delle sue. E quando la fa, la fa grossa, che più grossa non si può. Non è bastato spedire frotte di malati covid in esubero dagli ospedali nelle RSA regionali ad infettare centinaia di anziani sguarniti. Non è bastato il magheggio sulle forniture di camici, trasformando all’ultimo minuto un osceno business di famiglia, ormai smascherato, in una goffa donazione. Non è bastato nemmeno scoprire che aveva un conto in Svizzera da oltre 5 milioni, con tanti saluti alle tasse. E non è bastato licenziare, qualche settimana fa, per patentata incapacità, il suo alter ego sanitario Giulio Gallera, collezionista di scivoloni e ormai inseparabile spalla del duo comico Giulio&Attilio. Tutto questo sarebbe stato già sufficiente per togliere il disturbo alla svelta, con tante scuse e altrettanto imbarazzo.E invece eravamo a niente. Ora spunta anche il carteggio che fa luce sulle responsabilità dell’errore che ha condotto la Regione Lombardia in zona rossa, per una settimana, in pieno periodo saldi. Negozi chiusi ed economia sempre più in ginocchio, per una sciatteria. I dati inviati al ministero sui pazienti presentavano la “data inizio sintomi e mai uno stato clinico a conferma di questo”. Tradotto, i guariti venivano conteggiati come gli altri, perché non specificati. Concetto ribadito dalla regione stessa, che in una mail successiva chiede al ministero se siano state recepite “le modifiche (…) relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti”. Hanno voglia Salvini e la regione Lombardia a buttarla in caciara, scaricare sul governo, parlare di metodi da rivedere… Tra tutte le regioni, gli unici dati che non tornano sono i suoi. E il dubbio, a questo punto, è che non tornino nemmeno quelli dei mesi scorsi, se il metodo di trasmissione è stato sempre lo stesso. La regione pilota, il fiore all’occhiello nazionale, nelle mani di una cordata di cretini. Sta crollando anche l’ultimo baluardo della nostra povera Italia?