Giuseppe Montanelli, tra Mazzini e Massoneria

Il 21 gennaio 1813, a Fucecchio (FI), nasce Giuseppe Montanelli. Autore fin da giovane di poesie, si laurea in Giurisprudenza all’Università di Pisa, dove viene subito nominato professore di diritto commerciale. Collaboratore dell’Antologia, fondatore del giornale “L’Italia” a Pisa, inizialmente vicino agli ambienti mazziniani e successivamente di idee più liberali, federalista, nel 1848 si arruola volontario nel Battaglione studentesco toscano e prende parte alla battaglia di Curtatone e Montanara, in cui è ferito e fatto prigioniero dagli Austriaci. Liberato, torna a Firenze, dove viene incarico di riportare la calma nella città di Livorno in agitazione contro il governo toscano, e di formare un nuovo governo. Dopo la partenza del Granduca, entrato a far parte del triumvirato di governo insieme a Guerrazzi e Mazzoni, opera in favore di una unione federale con Roma. Recatosi a Parigi per chiedere al governo francese di opporsi all’intervento dell’Austria, dopo il rientro del Granduca a Firenze rimane esule per dieci anni in Francia, dove frequenta vari salotti parigini di tendenza bonapartista, che spera di convincere a sostenere la causa italiana, e si dedica al teatro, scrivendo due tragedie. Tornato in Italia nel 1859, prende parte alla Seconda Guerra d’indipendenza con i Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi. Massone, affiliato alla Loggia “Dante Alighieri” di Torino, autore di scritti di propaganda federalista, eletto deputato, vista l’impossibilità di perseguire la strada federalista e autonomista, appoggia le proposte volte alla concessione di alcune forme di autonomia presentate dal Minghetti. Deluso dall’andamento delle vicende post unitarie, torna a Fucecchio, dove muore il 17 giugno 1862.