Friedman va cacciato non perdonato

Alan Friedman nel corso di Uno Mattina ha definito Melania, la moglie del Presidente degli Stati Uniti D’America, la escort di Trump. Dove sono finite le femministe in servizio permanente che contestava o Berlusconi, dalla Boldrini che voleva chiamare sindaca e ministra violentando la lingua italiana, dove sono i tavolini per raccogliere le firme contro il Cavaliere per aver pronunciato la famosa frase contro Rosi Bindi” lei è più bella che intelligente “hanno sospeso l’indignazione? Friedman invitato a tutti I talk show per pubblicizzare i suoi libri, dopo aver esordito nello staff di Carter, Presidente democratico degli States, si distingue per il suo moralismo sprezzante su tutto ciò che non è vicino alla sinistra. Fa il killer dei dirigenti politici ed economici italiani e siccome il metro con cui si accede ai talk show di sinistra è quello di sparare su Trump, su Salvini, sulla Meloni definita una pescivendola, senza che questo susciti l’indignazione delle femministe in servizio permanente. Friedman si è scusato ma non può essere perdonato e magari reinvitato a spiegare non la indegna affermazione per la quale spero che sia denunciato da Melania Trump e che paghi le conseguenze di fronte alla legge,ma il suo pentimento. La RAI, le televisioni private, i network dovrebbero censurare questo personaggio che evidentemente considera la bellezza una merce in vendita o un peccato. Essere stata modella, non può essere un peccato, non occuparsi troppo di politica, magari per proseguire la tradizione dei Clinton o degli Obama in cui le mogli dei presidenti, diventavano potenziali candidate presidenti degli Usa, non è un peccato. Offendere la donna, la moglie è semplicemente disgustoso. Per colpire un avversario politico non si può colpire la moglie, la madre. La commissione di vigilanza della RAI si occupa della questione spero che questo personaggio sia radiato dalla RAI per le conduzione dirette e non sia invitato nelle reti televisive pubbliche e private italiane. Sono stati cacciati personaggi da trasmissioni per avere bestemmiato in un momento d’ira, recentemente Fausto Leali per aver detto negro. Furono censurati e non invitati Lucio Battisti, per anni chiamandolo fascista mentre lui e Bruno Lauzi votavano partito repubblicano come ha riferito la Maionchi recentemente, mi pare che un esempio andrebbe dato all’unanimità.