Più lo butti giù e più si tira su

Un imprenditore della provincia di Caserta, titolare di un’azienda di calzature, si è impiccato ieri. Lo hanno trovato nella sua fabbrica: la crisi economica gli aveva azzerato le commesse. Quello del Governo sembra un capriccio. Le misure hanno l’aria di essere sempre tardive, insufficienti, comunque mai efficaci. E non abbiamo più capito a chi stiamo facendo la guerra. Se al virus o alla tenuta democratica, economica e psicologica dell’Italia. Perché se la guerra è al virus, attenzione: la stiamo facendo male. La guerra al virus non poteva ripartire se non potenziando le emergenze e i medici base (l’esatto contrario dei tagli lineari alla sanità predicati come virtuosi), attenzionando i trasporti locali e pianificando alla svelta la vaccinazione (proprio l’esatto contrario di quanto sta ottenendo Arcuri). Se invece la guerra la stiamo facendo contro gli italiani, allora no, sta andando benissimo: «Abbiamo stimato per il primo trimestre del 2021», ha detto Romolo Guasco, direttore della Confcommercio di Roma, «la chiusura di almeno 16mila imprese e attività, comprese quelle di somministrazion». E questo prima che il Lazio diventasse arancione qualche giorno fa. Insomma: potrebbe andare ancora peggio. Risultato: a rimanere senza lavoro, solo a Roma e provincia, saranno in 44mila con un taglio stimato dell’8%.

A Milano ha chiuso lo storico Paper Moon a due passi da Piazza San Babila. Poi Oste e cuoco, Attimi. Le imprese a rischio chiusura sono quasi 240.000.

Insomma, bisogna aprire, e ripensare alla normalità. E anche alla svelta. Gli italiani devono riprendersi le loro libertà economiche. Ma anche le libertà individuali, sospese in modo costituzionalmente dubbio, come ieri ha sottolineato di nuovo Sabino Cassese su La Voce Repubblicana. I colori si sono rivelati un dannosissimo sciocchezzaio. Entro gennaio devono riaprire bar, ristoranti e sale scommesse, e a febbraio bisogna programmare la riapertura di teatri e cinema. Prima che sia troppo tardi. Più lo butti giù e più si tira su, ha titolato Il Fatto Quotidiano citando Manfredi. Solo che così diventa una minaccia.