La stampa estera massacra Conte

L’Italia vista da fuori si vede meglio. Ovvero: gli altri ci vedono con più attenzione di quanto non riusciamo a fare no. Si chiama Riconoscimento. La capacità di leggersi nell’altro. I Paesi europei avranno poco da leggersi, e noi poco da restituire in realtà. La crisi ha dimostrato che Conte ha sbagliato tutto. Renzi non è un eroe, ma ha posto sul banco problemi seri. I soldi. E una scarsa voglia dei giallorossi di usare metodi democratici per la gestione della crisi sanitaria. Che non è più da tempo un’emergenza. Ce lo dicono tutti. Ce lo siamo ripetuti. Ma Conte e i giornali del mainstream sono gli unici a non aver capito. Provvede Massimo Oldani a fare una veloce rassegna stampa. Vale la pena ripercorrerla.

Le Figaro: «Conte rifiuta di assumersi la responsabilità della crisi derivante dal suo immobilismo e fa fare il lavoro sporco da Casalino».

New York Times: «Conte aveva il potere di costruire ma non ha resistito alla tentazione prospettata dal suo consigliere Casalino di distruggere e di asfaltare il suo nemico politico».

 Der Spiegel: «Conte mette a rischio una storica opportunità di riformare il Paese, tenendolo nell’immobilismo” […] “Disperato, si è convinto di essere il più popolare come gli ha fatto credere il suo mentore occulto D’Alema e lotta contro l’ex-premier, in realtà ancora popolare nel paese” […] “Vuole farsi un suo partito per tenere salda la poltrona, mentre è il paese a soffrire della grave crisi economica nella quale sta affondando” […]».

Financial Times: «“Nessuno capisce le motivazioni del premier, perché non risponde a Renzi, perché abbia messo sottosopra Roma con la regia del suo inseparabile guru e maestro della comunicazione Casalino nel tentativo di rafforzare il suo potere di contrasto sul parlamento creando un suo partito personale sull’onda della popolarità acquisita con il dilagare della pandemia” […] “la crisi italiana “minaccia di ostacolare il Recovery plan di Bruxelles e il presidente Conte è ancora in ritardo nel proporre il piano di resilienza richiesto 7 mesi fa”».

 The Guardian: «La manovra largamente impopolare di Conte nel tenere a tutti i costi la poltrone dopo le dimissioni delle due ministre di Italia Viva arriva nel momento peggiore possibile per l’Italia e lascia gli osservatori perplessi riguardo alle motivazioni. La costituzione italiana in effetti prevede una immediata verifica in parlamento e la formazione se possibile di un nuovo governo. Non si capisce come mai il premier non abbia ancora ottemperato ai dettami della legge, poiché ci risulta che una nuova maggioranza con gli stessi partiti si troverebbe comodamente. Il sospetto è che Conte non voglia mollare la poltrone e tenga un intero paese sotto scacco con il suo immobilismo?».

Reuters: «“Conte e i due maggiori partiti il m5s e il PD che lo sostengono ha fallito nel consegnare al paese in tempi rapidi come le richiederebbe un momento così critico e delicato un piano di gestione dei fondi europei. A nulla sono servite le proteste dell’unico leader riformista Renzi, il quale viene contestato a rete unificata dagli organi di stampa vicini al governo”».

El Pais: «“L’Italia dopo aver aspettato per mesi, dopo sorprendenti quanto allucinanti tentennamenti, dopo aver buttato via quasi 7 mesi di tempo e messo a rischio l’economia del paese deve ora darsi rapidamente una mossa e trovare la formula per un nuovo governo di questa legislatura nel mezzo di una pandemia, speriamo stavolta guidato da un leader forte, autorevole e decisivo, proprio quando si decide il destino di quasi 230 miliardi di euro che arriveranno dall’Unione Europea per uscire dalla crisi e il Paese deve presiedere il G-20“».

Ora Conte vorrebbe fare un tentativo per altri quindici giorni. Ma occorrerebbe un governo di solidarietà nazionale. Oppure andare alle elezioni.