Paolo Emilio Evangelisti. Una vita con Mazzini e Garibaldi

Il 17 gennaio 1840, a Genova, nasce Paolo Emilio Evangelisti. Giovanissimo aderisce al programma mazziniano e partecipa ai moti rivoluzionari del 1857. Tre anni dopo è tra i volontari che si imbarcano da Genova con la spedizione dei Mille venendo inquadrato nella 1^ compagnia di Nino Bixio. Ferito con una fucilata in pieno viso nella battaglia di Calatafimi, ricoverato in ospedale, fugge per riunirsi ai garibaldini e prendere parte alla liberazione della Sicilia ed alla campagna nel meridione d’Italia. Ferito ancora con una fucilata che lo trapassa dal viso uscendo dalla schiena nella battaglia dei Ponti della Valle a Maddaloni, trascorre sei mesi all’Ospedale di Napoli. Nominato Capitano dei volontari, quando chiede il transito nell’esercito, non è ammesso per non essersi presentato alla leva e, per lo stesso motivo, gli viene negata la medaglia al valore proposta dal generale Bixio. Riuscito ad essere ammesso nell’Esercito col grado di Sottotenente, lascia il servizio dopo aver sfidato a duello il garibaldino e futuro deputato della destra storica Achille Fazzari, per cui, dopo un periodo da impiegato delle Poste, si dedica al commercio. Capitano nel 1º Reggimento Volontari e comandante della 1ª Compagnia del Battaglione Bersaglieri Genovesi durante la Terza Guerra d’indipendenza, l’anno successivo è ancora con Garibaldi nella spedizione nell’Agro Romano con il grado di maggiore. Tornato al commercio si trasferisce a Londra, dove lavora come rappresentante e interprete, ed a Newcastle upon Tyne perché incaricato da Nino Bixio di assistere alla costruzione della nave Maddaloni, rimanendovi per dieci anni. Sofferente di reumatismi, torna in Italia e, grazie all’aiuto dei vecchi compagni d’arme entrati in politica, viene nominato Ispettore Forestale alle dipendenze del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Muore a Roma il 24 novembre 1897.