La musica dell’onda di Alberto Marchetti e la poesia del mare

Alberto Marchetti è un raffinato e colto creativo. Apprezzato giornalista, critico musicale, fotografo di spessore. È un uomo che esonda cultura e fame di esperienza. Il mare è il suo mondo. Un po’ Corto Maltese, un po’ Kit Carson. La sua figura ricorda molto Bruce Chatwin.  Marchetti è abile giocatore. Funambolico cantore di storie in forma poetica, ha esordito in veste di cantautore con il disco “La Musica Dell’Onda”(dopo L’EP “Lettere Smarrite” del 2014), pubblicato dalla coraggiosa OndaMusic di Alberto Menenti.  

Innanzitutto, in tempi di musica fluida, qui abbiamo tutto il piacere del prolungamento del “discorso” attraverso la godibilità del metatesto della grafica e della copertina. Un oggetto che produce più segni e che va ascoltato e letto, va esperito in più dimensioni. Il Vibrisse Studio ha creato la Portolano App, con il telefonino si va sulla copertina e ecco aprirsi il mondo di Alberto Marchetti e de La Musica Dell’Onda. Si tratta della c.d. Realtà Aumentata. L’ascoltatore, il fruitore, come un novello Sherlock Holmes, può esplorare tra le pagine del boocklet (evviva!) e vedere emergere contenuti extra. Bonus tracks, o poesie recitate, notare il ruvido sulle immagini e mille altre sorprese. Ecco l’insuperabile meraviglia. Con un colpo di genio la fantasia si impone e dà corpo alle splendide canzoni di questo vero e proprio concept album.

Testi intensissimi, intrisi di storie di vita, storie di mare e marinai, di viaggi e naufragi. Naufraghi e sirene. Nostalgie. Sogni e rughe. Una voce che interpreta e recita con il canto. Un teatro-canzone tutto raccolto in un cd. Dieci ballate, dieci racconti, dieci poesie, dieci fotografie. In mezzo poesie, la prima firmata dallo stesso Marchetti e figure, immagini. Un impaginazione d’altri tempi. C’è anche uno scritto del giornalista Jonathan Giustini. Le sue parole ben affabulano, come quelle di Alberto Marchetti. E uno di Sonia Caporossi. Tutte le rime al posto giusto. Un’attenzione a tutti i dettagli affinchè nessuno possa perdere la bussola. La prima canzone Amici già ti accompagna come introduzione. Poi Traversate con il violino di Michele Gazich. Poi Ellis Island e il tema dell’emigrazione. Bella di Nulla. Marabù, una traduzione di Kavvadias ad opera di Marchetti che ancora una volta si manifesta sapiente letterato. Poi S’Idda Tuccassi a Mia su testo del poeta siciliano Alessio Patti. La Via Del Canto, liberamente ispirato dal Romance Del Infante Arnaldos (anonimo spagnolo del XIV secolo). La Ballata Dell’Isola Sconosciuta (omaggio a Saramago, riduzione in settenari doppi de Il Racconto Dell’Isola Sconosciuta). Il Veliero. E infine Il Naufragio

Era da un po’ che avevo questa chicca tra le mani e nello stereo. Pubblicato in estate, La Musica Dell’Onda ci regala un vero e proprio gioiello. Alberto Marchetti, poeta, letterato è un cantautore molto particolare. Ringraziamo Alberto Menenti  che con OndaMusic ha supervisionato tutte le fasi della creazione del disco. Dal progetto al Master, tenendo per mano Marchetti in ogni passaggio. Esperienze discografiche così oggi sono rarissime. “Il metodo dell’Onda”, si chiama questo processo.  Gli arrangiamenti sono di Stefano Ciuffi e Edoardo Pedretti, una ditta di garanzia nel cantautorato attuale. Una musica che spazia dal jazz al folk, dal progr alla classica ballad. Tra fisarmoniche, pianoforti, strumenti a corda e tutto rigorosamente analogico. Con la messa in campo di ben dodici musicisti. 

“Il mare è il mio elemento” scrive Marchetti sulle pagine finali. L’incipit “…questa terra è un’isola, chiusa dalla stessa natura entro confini immutabili….” (Immannuel Kant, Critica Della Ragion Pura).

E si incomincia.