Renzi ha avuto il merito di aver messo a nudo Conte

Chi, come il sottoscritto, non nutre fiducia nella gestione operata fin qui da questo governo, sotto il profilo sanitario, economico e di programmazione futura, assiste alla nuova situazione da semplice spettatore, semmai ravvivato da questo vento di novità. Né fiancheggiatore dell’avventurismo, ma neppure scandalizzato dalla crisi. Consapevole che ci avvieremo, in un modo o nell’altro, ad una soluzione che non potrà essere identica a prima (e questo è di per sé un bene). Sperando ancora che si affacci l’unica vera prospettiva virtuosa di questo processo: un governo di persone competenti, meglio se supportato dalla stragrande maggioranza dell’arco parlamentare. Sarebbe il passo indietro di una politica incapace e chiaramente inadatta, da una parte e dall’altra, che con un bagno di umiltà lascia il passo a servitori tecnici di comprovato valore. Quanto a Renzi, nessun dubbio sulla strumentalità della sua battaglia, finalizzata ad un’operazione politica coltivata da molto tempo. Ma in questa bolgia di veleni, sdegni e rancori, nessuno si è ancora sognato di tributargli l’unico grande merito: l’aver messo il dito, in modo profondo e puntuale, sulle criticità fin troppo taciute dell’operato di questo governo. Una critica che neppure la destra è stata in grado di opporre. Almeno il dibattito vero sulla fallibilissima infallibilità di Conte e dei suoi apprendisti ministri, è stato sdoganato.