Apostoli della libertà: Vincenzo Giordano Orsini

Il 14 gennaio 1817, Palermo, nasce Vincenzo Giordano Orsini. Già allievo della Nunziatella a Napoli ed ufficiale di artiglieria dell’esercito borbonico, ben presto si avvicina alle idee rivoluzionarie. Arrestato all’inizio del 1848 perché accusato di simpatizzare per l’opposizione, viene liberato nel corso dell’insurrezione palermitana, durante la quale assunse la direzione della costruzione di barricate in città, guida i rivoltosi l’assalto del forte di Castellammare, viene nominato direttore generale dell’artiglieria siciliana e comandante della divisione di Catania e di Messina. Tra i difensori di Messina, fallita la Rivoluzione siciliana fugge ad Istanbul, dove, assunto il nome di Osman Bey, si arruola nelle forze di sicurezza imperiali con il grado di colonnello di artiglieria combattendo in Crimea insieme al corpo di spedizione ottomano. Nel 1859, raggiunge il Piemonte, e l’anno seguente è tra i volontari che seguono Garibaldi nella Spedizione Mille, prima al comando della 2ª compagnia e poi della artiglieria garibaldina. Incaricato di condurre una manovra diversiva e attrarre l’attenzione delle truppe borbonico così da lasciare aperta la strada per la città di Palermo, contribuisce a determinare il successo della rivoluzione nella capitale siciliana e la definitiva affermazione delle camice rosse nell’isola per cui viene nominato responsabile del dicastero della Guerra a Palermo e promosso generale. Lasciato ben presto l’incarico di governo si dedica alla organizzazione dell’artiglieria garibaldina che guida durante tutta la campagna nell’Italia Meridionale. Transitato nell’esercito italiano. Membro della commissione incaricata di redigere l’elenco dei Mille sbarcati a Marsala, viene assegnato al comando della brigata Abruzzi e, dopo l’impresa di Aspromonte, diventato Garibaldi ormai scomodo, viene punito dal Ministero della Guerra perché denunciato dal Prefetto per non aver interrotto l’esecuzione del proibito “Inno di Garibaldi” da parte della banda durante una manifestazione patriottica. Successivamente Comandante della brigata Pisa, consigliere comunale e assessore a Napoli, ispettore della guardia nazionale di Foggia, partecipa alla Terza Guerra d’Indipendenza come comandante di brigata del Corpo dei volontari Italiani. L’anno seguente è ancora con Garibaldi come comandante di colonna durante la spedizione nell’Agro Romano. Affiliato alla Massoneria, membro della Loggia “Dante Alighieri” di Torino, tra i fondatori e primo Maestro venerabile della Loggia “Benito Juarez” di Napoli. Lasciato il servizio attivo si dedica all’associazionismo culturale, a quello in favore dei reduci delle patrie battaglie, ai sodalizi scientifici ed a quelli di assistenza sociale. Muore a Napoli il 7 luglio 1889.