Puntare allo scalpo di Renzi è un errore strategico

Non credo di aver mai nutrito una simpatia politica per il progetto perseguito da lungo tempo da Renzi. Ciò detto credo che una rigorosa ed oggettiva analisi degli elementi politici reali, al di là cioè dei comportamenti di facciata, indica che una soluzione, positiva per il Paese, della inutile attuale crisi politica che attanaglia il governo e la coalizione che lo esprime, sia conseguibile; e ciò non attraverso compromessi di piccolo cabotaggio, o peggio escamotage o riesumazioni di memoria berlusconiana, stile gruppo dei responsabili, che renderebbero ancora più consistente la sfiducia degli elettori verso la classe politica, bensì indicando un ambizioso e concreto progetto di risanamento dell’Italia, e nel contempo di rinnovamento radicale del sistema politico nazionale. Il bandolo reale della matassa per poter conseguire questo significativo risultato sta essenzialmente nelle mani del premier Conte; certo non in quelle del leader di I.v. Renzi per una errata valutazione tattica si trova oggi in mezzo al guado della crisi politica; non dispone degli elementi strategici per gestirla efficacemente, e per risolverla attraverso una indicazione di alta politica, strumenti invece alla portata del presidente del consiglio. Ma commetterebbe certamente un grave errore se egli (Conte) ritenesse di poter “regolare crudelmente (o cruentamente)” con Renzi i conti della crisi. Una tale soluzione innescherebbe inevitabilmente una ulteriore e più consistente disarticolazione dello già sgangherato sistema politico italiano. Con l’effetto finale dell’ ulteriore indebolimento del governo e della stessa immagine del premier. Tutto sembrerebbe indicare che Renzi OGGI sia proprio alla ricerca di una soluzione politica dignitosa, e che nel contempo possa dare il segno di una consistente e confortante svolta positiva nelle prospettive generali dell’Italia. Sta al premier cogliere l’occasione; uscendo nel contempo dall’attuale situazione di indeterminatezza nella quale sembra muoversi, che potrebbe addirittura apparire come un suo stato di impotenza, mentre sembrerebbe egli oggi essere la persona più determinante nello scenario politico nazionale.