È finita la stagione dei colori. Dal 15 torna la libertà di impresa

Il CTS pressa il Governo e vorrebbe un nuovo stato di emergenza. Che scade il 25 gennaio e che non è più prorogabile. Salvo forzature, che certo non si possono escludere, non sarà più possibile giocare ai colori o intervenire sulle libertà individuali ed economiche degli italiani, quelle a cui gli italiani hanno rinunciato da un anno a questa parte. Sì, perché ormai di tutto si può parlare ma continuare a usare il termine ‘emergenza’ è da criminali. Se ci sono difficoltà, oggi, ci sono per inadempienze, sciatterie, mancanza di programmazione, insomma per tutta quella cattiva gestione dei giallorossi che invece, dal canto loro, provano a gettare la responsabilità sugli italiani.  Sul tavolo, invece, ci dovrà essere, da oggi fino al 25, un convincente piano delle riaperture. Subito bar, ristoranti e sale scommesse, senza più bizzarre limitazioni di sorta, nel breve periodo teatri e musei. E, al più tardi a marzo, bisognerà cominciare a parlare di eventi dal vivo e di sport. Perché chi fa impresa ha bisogno di questo: di programmazione. Come annota oggi Paolo Del Debbio su La Verità non si sa cosa abbiamo mai fatto di male i ristoratori ai giallorossi. A distanza da due giorni non sanno cosa fare: «Cosa fare col personale, tenerlo, metterlo in cassaintegrazione; non sanno cosa fare con la merce: mantenere quella che hanno in frigo e che non è ancora andata a male, comprarne di nuova, quanta comprarne, quale comprare, comprarla per quanto tempo di possibile riapertura. Insomma, non sanno nulla e non possono programmare nulla».

Di fronte a questa situazione gli italiani, semplicemente, smetteranno di seguire l’opinare di Conte e Speranza che, dovesse sopravvivere questo governo, forse proveranno ancora a giocare al piccolo duce con la miseria degli altri. Per cominciare un ristoratore di Pesaro ha detto che no, lui apre e amen. Ha lanciato un hashtag. #ioapro e #ioapro1501. E lo hanno seguito già in 50.000. E questa sarà la via. Uniti e responsabili. Nonostante il governo. 

È stata annunciato un supporto legale gratuito alle attività che ai clienti in caso di sanzione. Anche se recenti sentenze lasciano immaginare che la giurisprudenza sia orientata a considerare nulli i DPCM di Conte.