Rutigliano: «Prima la salute»

Abbiamo intervistato Carlo Rutigliano, Segretario Nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra:

Rutigliano, che punto di vista esponete a riguardo della situazione emergenziale in Italia? Come valutare e giudicare l’andamento dell’esecutivo? «L’Italia è stato il primo paese occidentale a dover affrontare la pandemia, dovendo così affrontare una situazione senza precedenti. Credo dunque che l’operato del governo in merito sia stato positivo, dato che è stato sancito il principio della salute prioritaria. Senza tutelare la salute non si può tutelare l’economia».

Siamo dinanzi ad una forte crisi nella maggioranza? Credete che in tale eventualità sia doveroso lo scioglimento delle camere e dunque il ritorno alle urne, oppure altre maggioranze parlamentari sono possibili? «La priorità in questo momento è l’emergenza, il paese è distante dalle beghe di palazzo. È però da dire che il comportamento di esponenti di maggioranza è assolutamente inadatto. Non si sta in una coalizione di governo a colpi di ultimatum, piuttosto si pongono temi e proposte concrete da valutare. Continuo a sperare che prevalga l’interesse generale su quelli di parte. Pertanto, nel caso in cui dovesse realmente verificarsi una crisi di governo, credo che la strada da percorrere sia quella del Parlamento».

Sareste favorevoli ad un eventuale governo di unità nazionale? «Non è strada perseguibile. In questi mesi abbiamo assistito ai comportamenti dell’opposizione che nulla avevano di compatibile con eventuale unità governativa, una poltrona di governo non avvicinerebbe il centrodestra alle istituzioni come di dovere. Escludo anche la possibilità di governi tecnici».

Recovery Fund, MES, SURE sono una risposta concreta della UE? Che valutazione date nei riguardi di tali strumenti e nella totalità della risposta europea? «E’ evidente che ad inizio pandemia la risposta della UE è stata insufficiente. Le mascherine sequestrate alle dogane, la risposta della BCE e della Lagarde assolutamente non di livello. Pertanto, credo che successivamente ci sia stato un colpo di reni, Recovery Fund e SURE sono una risposta adatta e concreta. Il dibattito italiano sui fondi europei è tutto aperto: sulla sanità abbiamo chiesto maggiori fondi, sembra Conte stia ascoltando le nostre proposte».

Che proposte avanzate sul tema delle grandi opere? Credete che possano esserci punti d’incontro nella contrapposizione tra statalisti e liberisti? «Penso che anche in questo campo la pandemia abbia dimostrato la necessità di avere uno Stato forte. Auspico in futuro l’assunzione di responsabilità da parte dello Stato in merito. Vanno attuati investimenti immediati ed adeguati soprattutto al SUD, area poco sfruttata e poco sviluppata, spesso troppo divisa dal resto d’Italia. I fondi europei sono certamente da spendere e sfruttare anche in merito».

Quale sarà la vostra connotazione politica ed elettorale futura? Condividereste l’ipotesi di alleanza stabile tra PD e 5STELLE, oppure valutate l’insediamento nella neonata area centrista, trainata da Azione di Carlo Calenda? «Il problema non è la composizione elettorale con cui ci si presenta alle elezioni. Pertanto, il tema principale è costruire adeguata offerta politica, capace di riformare il centrosinistra ed i suoi partiti e coinvolgere i cittadini che non si riconoscono più in determinati partiti, ma nelle idee e nei valori del nostro campo politico».

Tommaso Alessandro De Filippo