I No-Ius sono più pericolosi dei No-Vax

Giornata bollente per il peggior governo della storia repubblicana che oggi potrebbe vedere la sua conclusione. A far scattare la miccia è stata la gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè il piano di gestione del Recovery Fund, lo strumento comunitario fortemente richiesto dal governo per contrastare la crisi economica provocata dalla pandemia. Italia Viva stasera potrebbe far saltare il banco ritirando i suoi ministri.

“Socrate è un uomo, io sono un uomo, io sono Socrate”. Quando Woody Allen voleva fare ridere parodiando i sillogismi aristotelici nei propri film ci riusciva benissimo. Ha scritto Dimitri Buffa su L’Opinione, uno dei pochi giornali che in questi mesi non ha mai perso la rotta: «Anche i politologi a un tanto al chilo, tipici di questo periodo, potrebbero cimentarsi. Ma per gaffe dovute alla loro ignoranza quando non alla malafede. Dire infatti che un sistema autoritario affronta meglio emergenze come la pandemia da Coronavirus – ed è tutto da dimostrare – non implica che allora per paura di morire o di ammalarci gravemente noi si debba tutti nel decadente Occidente passare a farci governare da regimi autoritari. Così saremo più sicuri in quanto più reclusi. Anche questo è un sillogismo degno delle parodie di Woody Allen. Però non fa ridere. La serie dei sillogismi alla Woody Allen è pressoché infinita nella informazione cosiddetta “mainstream”. Quella che accusa i social di propalare false notizie mentre lei spesso è quella che queste “fake news” le genera e le passa “all’ala” per la successiva propagazione».

«La libertà di coscienza comporta più rischi dell’autorità e del dispotismo» (Michel Foucault)

E sempre su L’Opinione le osservazioni di Aldo Rocco Vitale. «Evoluzione del più antico movimento di origine anglosassone Hil (High inappropriate legislation), cioè quel movimento secondo cui è altamente inappropriato qualunque intervento giuridico nell’ambito scientifico, in favore di una sostanziale scienza senza limiti di alcun tipo, il movimento no-ius è qualificabile come quell’insieme di persone che ritiene, oggi, in piena emergenza pandemica, che la salute collettiva possa e debba essere tutelata anche a discapito di altri diritti costituzionalmente riconosciuti e garantiti. Si pensi, per esempio, a quanti reputano legittimo, se non addirittura doveroso, che alcune decisioni in grado di limitare diritti fondamentali e libertà costituzionali, come la libertà di circolazione, il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione, il diritto di professare la propria fede, possano essere adottate da un comitato tecnico-scientifico piuttosto che dal Parlamento (l’unico che per Costituzione ha la piena sovranità legislativa) e per di più non tramite una legge, ma tramite un “semplice” (per quanto spesso lessicalmente incomprensibile) atto amministrativo quale è un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Gli stessi no-ius, del resto, sono spesso coloro che non tollerano l’eventuale diritto di dissenso nei confronti delle scelte del comitato tecnico-scientifico, o nei confronti di tutto ciò che sta accadendo oramai da mesi con la totale sovversione – piaccia o meno – dell’assetto democratico e dello Stato di diritto. In fondo, a ben guardare, i no-ius sono anche gli stessi che negano il diritto di parola ai no-vax, dimenticando che il diritto di parola e la libertà di pensiero – almeno in un contesto quale dovrebbe essere una democrazia liberale – sono tutelati prescindendo dal loro contenuto, poiché come ha insegnato uno dei padri del liberalismo, cioè John Stuart Mill, “quando tutta la specie umana, meno uno, avesse un’opinione, e quest’uno fosse d’opinione contraria, l’umanità non avrebbe maggior diritto d’imporre silenzio a questa persona, che questa persona, ove lo potesse, d’imporre silenzio all’umanità”».

«I no-ius, tuttavia, ad una attenta analisi, sono ben più pericolosi dei no-vax per almeno tre ordini di ragione. In primo luogo: perché i no-vax hanno un peso culturale e mediatico del tutto marginale, e sostanzialmente inconsistente rispetto ai no-ius. In secondo luogo: perché i no-vax vantano pretese solo per se stessi o al più per i propri stretti famigliari, senza pretendere di incidere sull’altrui sfera esistenziale, a differenza dei no-ius che, invece, accettando e facendo accettare gravi lesioni di carattere costituzionale incidono sui diritti di tutti. In terzo luogo: perché i no-ius con la loro mentalità rischiano di creare la legittimazione di un pericoloso precedente che può condurre a nuove e ben più gravi limitazioni dei diritti fondamentali e delle libertà costituzionalmente garantite».

Sulla giornata politica abbiamo sentito Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI.

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