Faustino Tanara, dalla Giovine Italia alla Loggia Italia Una

Il 10 gennaio 1831, Manzano di Langhirano (PR), nasce Faustino Tanara. Avviato agli studi nel seminario di Berceto, entrato in contatto con i circoli mazziniani ed affiliato alla Giovane Italia, nel 1859 lascia il seminario per partecipare alla Seconda Guerra d’indipendenza con il grado di sergente nei cacciatori delle Alpi e di sottotenente dei bersaglieri. L’anno successivo segue Garibaldi e prende parte alla Spedizione dei Mille con la 5^ compagnia “Anfossi” venendo nominato capitano dopo la battaglia di Calatafimi e maggiore dopo l’ingresso dei garibaldini a Napoli. Decorato della medaglia d’argento al valor militare, dopo il congedo, si dedica alla creazione e promozione della Società di tiro a segno nell’ambito di un progetto garibaldino inteso a mantenere vivo nei giovani l’esercizio delle armi in previsione delle future battaglie risorgimentali e si sposa. Darà ad una figlia il nome di Teresita, come la primogenita di Garibaldi, e ad un figlio il nome di Nullo, in onore dell’eroe garibaldino. Iniziato alla massoneria nel 1864 nella loggia”Italia Una”, il suo ingresso determina l’allontanamento dei moderati ed il passaggio della loggia su posizioni democratiche. Nel 1866 corre ancora ad arruolarsi volontario e con il grado di maggiore comandante del V battaglione del 6° reggimento dei Volontari Italiani della brigata Nicotera partecipa alla Terza Guerra d’indipendenza venendo gravemente ferita da una baionetta durante la battaglia di Bezzecca, per cui viene proposto per la promozione a colonnello ed è decorato con la Croce dell’ordine militare di Savoia. L’anno seguente comanda il XIV° battaglione durante la spedizione nell’Agro Romano. Rientrato a Langhirano, schedato come sovversivo, viene sottoposto a stretta sorveglianza della polizia, subisce numerosi fermi e perquisizioni, e nel 1868, all’inasprirsi della tensione sociale a seguito dell’approvazione della tassa sul macinato, viene arrestato a titolo cautelativo per impedirgli di promuovere azioni di protesta. Tra i fondatori e presidente della sezione di Langhirano della Fratellanza artigiana, associazione di matrice mazziniana e garibaldina con finalità di mutuo soccorso, nel 1870 è ancora con Garibaldi come Comandante della 1^ Legione italiana nella spedizione in soccorso della Francia repubblicana assediata dai Prussiani, a seguito della quale è decorato della croce di cavaliere della Legion d’onore. Rientrato in Italia trascorre gli ultimi anni di vita in modo riservato e dedicandosi all’agricoltura a Langhirano, dove muore Il 25 aprile 1876, lasciando la famiglia in tali condizioni di povertà che i compagni d’arme, perorandone la causa presso l’allora ministro degli Interni Giovanni Nicotera, ottengono la corresponsione di una modesta pensione di 600 lire annue. (Foto dal museo Tanara di Langhirano).